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Merkel-Draghi: avanti con le riforme Ue

La Germania di Angela Merkel continua ad appoggiare la politica della Bce di Mario Draghi, anche nell’acquisto illimitato di bond. E ci sono motivi di ottimismo per l’eurozona, ma urge andare avanti in tutta l’area della moneta unica con riforme di fondo per rilanciare la competitività, riacquistare la fiducia dei mercati. La priorità è l’impegno dei politici. Ecco i segnali che la cancelliera federale e il presidente della Eurotower hanno lanciato dopo il loro atteso incontro di ieri a Berlino.
Sorrisi e intese, ma soprattutto su un punto restano divergenze di fondo: la sorveglianza bancaria a livello europeo. Per molti, come aveva detto anche il presidente francese, François Hollande, è urgente. Berlino invece frena: guai ad avere fretta e vararla male, insiste Merkel. Draghi ha incoraggiato i mercati — Borse in lieve rialzo con Milano + 0,41%, Parigi +0,47%. Francoforte +0,16%, Londra +0,46%, Madrid +0.45% — ma gravi preoccupazioni sono state rafforzate ieri dai dati negativi sui conti pubblici spagnoli e dalla previsione annunciata
dall’agenzia di rating americana Standard&Poor. La quale ha rivisto al basso i dati della congiuntura nell’Eurozona e soprattuto ha sottolineato di attendersi un aggravamento della recessione in Spagna e in Italia.
I dati di S&P sono allarmanti: il Pil dell’eurozona calerà dello 0,6% quest’anno per riprendersi di appena lo 0,4% nel 2013. Il Pil Spagnolo si contrarrà dell’1,8 quest’anno e dell’1,4% l’anno prossimo, quello italiano addirittura del 2,4% nell’anno in corso e dello 0,6 nel 2013. Mentre beneficeranno di minicrescite la Francia (+0,1% ora, +0,4% nel 2013) e la Germania, rispettivamente +0,6% e +1,2%. Negativi, e inquietanti, anche le nuove notizie da Madrid: il deficit corrente ad agosto ha ripreso a crescere, arrivando su base annuale al 4,77% del Pil, e quindi allontanandosi sempre di più dall’obiettivo di stabilità del 4,5%.
Occorre organizzare una supervisione bancaria indipendente a livello europeo e su questo si lavora a ritmo serrato, dice il comunicato congiunto dopo il vertice Draghi-Merkel che si è svolto a margine dell’assemblea annuale del Bdi, la Confindustria tedesca, ma non ha dato luogo a nessuna conferenza stampa. La dichiarazione è generica, i disaccordi restano. Non a caso
il presidente della Bce ha sottolineato di essere «fiducioso in un accordo tra i governi sulla supervisione ». E che in ogni caso «alle iniziative della Eurotower deve fare seguito l’azione dei governi per completare l’unione europea, questo è il migliore segnale ai mercati».
Draghi, dunque, reagisce ai freni tedeschi sulla sorveglianza bancaria rilanciando la palla nel campo
dei poteri politici. Strappa un altro sì a Merkel, la quale afferma come lui che «occorre a livello nazionale ed europeo una migliore disposizione alle riforme per arrivare a una migliore competitività ed essere di nuovo degni di fiducia». L’eurozona del resto «sta facendo progressi, e i mercati lo stanno riconoscendo: questo è il mio messaggio di oggi, il fatto che i progressi siano così veloci
è già un segnale importante», per cui «ci sono numerosi motivi per essere ottimisti su dove stiamo andando nell’area euro, sebbene la situazione resti difficile».
Draghi ha difeso con energia la propria scelta di intervenire sui bond contro i no della Bundesbank. Abbiamo tutti il massimo rispetto per l’istituto tedesco, ha detto, ma il pericolo maggiore nella situazione
attuale è l’inazione, non agire. La Bce rispetta il suo mandato, lo deve fare anche agendo per stabilizzare i mercati. E comunque, ha aggiunto per calmare le angosce storiche dei tedeschi, gli indicatori preannunciano che l’inflazione nell’eurozona resterà bassa. Oggi Merkel riceverà a Berlino la presidente dell’Fmi, Christine Lagarde.

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