Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Merkel dà fiducia all’Italia «Convincerà i mercati»

di Luigi Offeddu

BRUXELLES — Il «serrate le file» che percorre l'Europa nella notte prelude alla temuta riapertura delle Borse, questa mattina. E ancora una volta il «la» dell'appello lo marca Angela Merkel, leader di una Germania molto forte e molto criticata. Dice che la speranza può venire da Italia e Spagna, dalle loro ultime misure anti-crisi. E loda gli acquisti di bond italiani e spagnoli compiuti finora sui mercati dalla Banca centrale europea, senza però spingersi a chiedere ciò che quasi tutti chiedono, e cioè che la Bce faccia di più, molto di più, e fornisca il sospirato “bazooka” contro gli speculatori che attaccano i governi più deboli.
Il giudizio sulla situazione generale espresso in un'intervista dalla signora di Berlino (secondo discorso pubblico in due giorni di fila, vorrà pur dire qualcosa) è calibrato sulla delicatezza e tensione del momento, cioè guardingo, anche se socchiuso a uno spiraglio di ottimismo: «La zona euro avrà da lottare ancora per un po'…. Gli investitori non hanno ancora recuperato piena fiducia», ma le misure italiane e spagnole «sono convincenti sul medio periodo per i mercati». Un grande punto interrogativo, sempre secondo il giudizio tedesco, è la ricapitalizzazione delle banche «che dovrà avvenire entro giugno».
La Cancelliera ha anche qualche parola di (mezzo) conforto per la Grecia: pur dipingendola come sommersa dai debiti, e in urgente necessità di nuove riforme strutturali, le manda però il proprio ministro degli esteri Guido Westerwelle con «un messaggio di speranza e incoraggiamento». Westerwelle è da ieri sera ad Atene, dove domani riprenderanno le trattative interrotte con le banche internazionali per la ristrutturazione del debito: quasi una tappa sotto la tenda a ossigeno, per le finanze elleniche, mentre si annunciano nuovi scioperi anti-liberalizzazioni e gli scricchiolii finanziari si allargano simbolicamente dal Partenone ai vari strati della classe media.
In questo quadro, Angela Merkel cerca di far contare le carte che quasi tutti le accreditano, o meglio accreditano al sistema-Germania: solidità, affidabilità, rigore. Mentre glissa sulle misure per la crescita, altrettanto invocate altrove. E con queste stesse carte, la Cancelliera sembra voler rassicurare le altre nazioni: ma basteranno? Molti, forse troppi, sono i Paesi in ballo, dentro e fuori l'Eurozona. Dalla Francia (ieri Sarkozy, appena mutilato del suo rating «a tripla A», ha annunciato «nuove e decisive riforme») alla Spagna che si prepara a una campagna di persuasione su Berlino e Parigi, alla Repubblica Ceca il cui governo vacilla in queste ore proprio sull'adesione al patto di bilancio voluto dalla Merkel. Intanto da Londra il ministro degli esteri William Hague afferma: un euro in salute è anche nostro interesse ma tutti dobbiamo raddoppiare gli sforzi per la crescita.
Tanto basta per far dire in un'intervista a Jamie Dimon, gran capo della JP Morgan (la società finanziaria americana criticata per le sue valutazioni sulla crisi dei mutui subprime nel 2007-2008) che «l'Europa è la peggior minaccia all'economia globale», e che la stessa Ue ha oggi solo il 60% di possibilità di farcela (non più il 90%, come Dimon assicurava fino a poco tempo fa).
Quanto all'Italia, sembra vivere momenti di relativa tranquillità, anche se continua il dialogo — con annesse richieste di precisazioni — fra Roma e la Commissione Europea. Nel negoziato sul nuovo patto di bilancio, la delegazione guidata a Bruxelles dall'ambasciatore presso la Ue Ferdinando Nelli Feroci ha centrato obiettivi importanti. Il prossimo appuntamento è quello di oggi a Roma, del premier Mario Monti con il presidente Ue Herman Van Rompuy. Poi si andrà alla presentazione delle riforme italiane che Monti farà all'Eurogruppo, la riunione dei ministri finanziari dell'euro prevista per il 23 gennaio. Infine, pochi giorni dopo, si riunirà proprio a Bruxelles l'ennesimo vertice dei capi di Stato e di governo della Ue: che nessuno, però, si azzarda più a chiamare «storico».
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Si rafforza il quarto decreto anti-Covid per far fronte all’emergenza economica e per indennizzare...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un discorso autonomo, sugli incentivi, va dedicato ai datori di lavoro dei servizi finanziari e assi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il sì definitivo al decreto legislativo correttivo del Codice della crisi cambiano anche le reg...

Oggi sulla stampa