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Merkel apre, Fondo Ue da 700 miliardi

di Marika de Feo

FRANCOFORTE — Cauto ottimismo del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi sulla stabilizzazione dell'economia e dei mercati finanziari, apertura della Cancelliera Angela Merkel all'utilizzo congiunto della force de frappe dei due meccanismi salva Stati Esm e Efsf, fiducia industriale migliore del previsto in Germania. Mentre sull'altro versante dell'Atlantico il capo della Fed Ben Bernanke ha definito in «miglioramento» anche se ancora lontano dalla «normalità» il mercato del lavoro americano, sembrando intenzionato a mantenere una politica monetaria accomodante. Dopo giorni di incertezze, questa miscela di fatti positivi ha spronato le borse valori — Milano è cresciuta dello 0, 81% — e ridotto gli spread dei Btp sui Bund a 308 punti, mentre l'euro è risalito a quota 1,3276 dollari con punte oltre 1,33.
A sorprendere positivamente i mercati, in vista dell'Ecofin previsto per il fine settimana, è sopraggiunta inoltre nel primo pomeriggio la conferma da parte della Cancelliera Merkel dell'intenzione di lasciare operare parallelamente i due fondi Salva stati — il fondo permanente Esm, in via di costituzione entro fine giugno e quello temporaneo Efsf — «per alcuni anni», al fine di aumentare le difese l'ombrello protettivo della zona euro a circa 750 miliardi, contro un temuto effetto domino, risorto in questi giorni soprattutto riguardo alla Spagna.
Dopo le grandi difficoltà attraversate dalle banche e dai mercati a novembre, ha spiegato Draghi alla platea dei banchieri privati tedeschi, è in corso una «stabilizzazione» dell'economia, sia pure a un «livello basso», dovuta principalmente ai provvedimenti attuati da ogni istituzione nell'area dell'euro.
«Ognuno ha fatto la sua parte», ha proseguito Draghi, lodando «la determinazione» di Italia e Spagna nel risanamento dei conti, ma anche nelle riforme, indirizzate a «sradicare ostacoli alla competitività e alla crescita». E non è un caso se Draghi, mentre è in corso l'iter di approvazione delle riforme del mercato del lavoro in Italia, ha ammesso che forse «gli effetti positivi non saranno visibili immediatamente». Ma «l'esempio della Germania mostra la necessità di avere pazienza», ha aggiunto, perché una volta realizzate le riforme permetteranno un recupero in termini di «occupazione e di crescita».
Draghi ha rassicurato i tedeschi sui timori di inflazione emersi durante il fine settimana, in seguito alle critiche sui «rischi» dei maxiprestiti della Bce espresse dal capo della Bundesbank Jens Weidmann e da alcuni media. E l'ex governatore di Bankitalia ha spiegato che le maxi aste non hanno un effetto inflattivo, in quanto non è in atto un aumento considerevole della moneta circolante e dei crediti. E comunque, la Bce rimane vigile, ha detto anche il membro francese del board, Benoît Coeuré, spiegando che la Bce, se necessario, «è pronta a ridurre la liquidità eccessiva» e ad agire in modo «proattivo». Anche se è ancora «troppo presto», ha rincarato il membro tedesco del board Joerg Asmussen. Sui dubbi se le maxi aste raggiungano l'economia reale invece Draghi ha sottolineato che 460 banche su 800 erano istituti medio-grandi tedeschi, e quindi vicini alla clientela industriale.
Nel frattempo, dopo giorni di tensione fra la Bundesbank e la Bce, è intervenuto a sorpresa Axel Weber, lodando il «deciso» intervento della Bce con i due maxi prestiti da 1.000 miliardi, i quali hanno «evitato che si concretizzassero rischi multipli del tipo Lehman».
Secondo l'ex capo della Bundesbank (che aveva criticato i rischi degli acquisti dei bond sovrani da parte della Bce, iniziando una serie di dissidi con l'allora presidente della Bce Jean-Claude Trichet), deve essere «considerato di per sé un fatto positivo». Anche se le maxi aste dovranno essere sostituite con una strategia coordinata per garantire finanziamenti alle banche. Probabilmente, è entrato nel suo nuovo ruolo di presidente del colosso svizzero Ubs.
 

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