Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Merkel apre ad Atene “Pronti al compromesso” e Bce dà altri 5 miliardi

La prima stretta di mano tra Alexis Tsipras e Angela Merkel sembra sbloccare il negoziato tra Atene e l’Europa dopo il disastroso Eurogruppo della vigilia. «Siamo pronti a compromessi», ha detto ieri la Cancelliera dopo aver salutato il premier ellenico all’inizio del Consiglio Europeo. «Sono fiducioso in un’intesa», ha risposto il leader di Syriza. E il primo risultato è arrivato subito: grazie a un accordo con Jeroen Dijsselbloem, già oggi (venerdì 13, alla faccia delle Cassandre) i tecnici del governo ellenico incontreranno Ue, Bce e Fmi per studiare convergenze in vista dell’Eurogruppo di lunedì. Nota a margine: nel comunicato si dice proprio così «Ue, Bce e Fmi» e non Troika, una prima concessione, anche se solo semantica, alle richieste della Grecia.

Il timido disgelo è stato favorito anche dai segnali in arrivo dalla banca centrale: Eurotower ha dato un altro po’ di ossigeno al Partenone alzando da 60 a 65 miliardi le linee di credito d’emergenza, l’ossigeno che in questo momento tiene in piedi le casse (vuote) del Paese. La ventata di ottimismo arrivata da Bruxelles ha messo le ali alla Borsa di Atene, balzata del 6,7% con le banche in progresso a doppia cifra.
La schiarita di ieri non ha cancellato però del tutto le scorie dell’Eurogruppo, chiuso in nottata senza accordi e senza uno straccio di comunicato congiunto dopo che qualcuno (una telefonata di Tsipras per la Germania, un’impuntatura di Wolfgang Schaeuble per la Grecia) ha messo il veto sulla formulazione verbale della nota finale. «Sono molto preoccupato per la situazione», ha chiosato in mattinata il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, «Non basta dire che resta in piedi solo il 70% del vecchio accordo» tra Atene e la Troika, «bisogna anche spiegare che cosa fare dell’altro 30%». La notte però ha portato consiglio e il premier ellenico si è presentato a Bruxelles con un ramoscello d’ulivo in mano: «Troveremo una soluzione nell’interesse reciproco e nel rispetto delle regole Ue». Musica per le orecchie di Merkel che ha colto l’assist al volo: «Noi sapremo essere solidali con chi sta nelle regole ». Le dichiarazioni in agenzia hanno spianato così la strada al primo attesissimo faccia a faccia tra i due («Merkel? È solo uno dei 29 capi di governo della Ue»; l’aveva snobbata Tsipras). Quindici secondi di sorrisi, strette di mano e un rapido scambio di battute: «Spero lavoreremo bene assieme malgrado le difficoltà», ha detto la Cancelliera. «Lo spero anch’io », ha risposto il 40enne leader di Syriza.
Una rondine, naturalmente, non fa primavera. L’intesa per mettere al lavoro i tecnici in vista del summit di lunedì è solo un primo timido passo. Il compromesso però a questo punto sembra un po’ più vicino. Basta trovare come chiamarlo (Atene non accetta un’estensione del “memorandum” della Troika) poi Bruxelles – vincendo le resistenze tedesche – potrebbe garantire un po’ di tempo in più al governo Tsipras per presentare le sue proposte concedendogli il supporto finanziario per arrivare fino all’estate.
La Bce, per prudenza, continua a tenere alta la guardia. E ieri, assieme alla carota dell’aumento delle linee di credito, ha mostrato pure il bastone, ricordando alla Grecia che il 18 febbraio il consiglio si riunirà per vedere se esistono le condizioni per continuare a garantirle. «L’importante è che ora Tsipras si metta a negoziare in maniera seria – ha detto il governatore della Banca di Francia Christian Noyer –. Se lo fa una soluzione è a portata di mano».
Allo stato l’Eurogruppo di lunedì pare l’ultima spiaggia. Lunedì sul tavolo dei ministri delle Finanze deve arrivare una bozza in fase avanzata di condivisione. I Parlamenti della Ue infatti devono avere il tempo per votare qualsiasi revisione degli accordi con Atene entro il 28 febbraio. Oltre questa data (a meno di possibili time-out condivisi) e in assenza di un accordo c’è solo una soluzione possibile: l’uscita del Partenone dall’euro. Con conseguenze – ha ribadito ieri Noyer – «incalcolabili » per tutta l’area della moneta unica.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa