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Merkel aperta all’unione bancaria

A due settimane dal prossimo vertice europeo, la partita su unione bancaria e unione di bilancio è strettamente intrecciata a una trattativa tra maggioranza e opposizione in Germania. I tedeschi si stanno posizionando, ma il nodo resta la cessione di sovranità. A livello europeo l’idea di un’unione bancaria sembra prendere piede, proprio mentre ieri il Parlamento ha dato il suo appoggio all’ipotesi di un fondo di riscatto dei debiti pubblici.
Ieri Angela Merkel ha incontrato l’opposizione socialdemocratica e verde, di cui il cancelliere ha bisogno per approvare con i due terzi del Bundestag sia il fiscal compact che il trattato costitutivo del meccanismo di stabilità Esm. «Ci sono stati riavvicinamenti su aspetti chiave», ha detto il capogruppo Spd al Bundestag Frank-Walter Steinmeier. Se ne riparlerà il 21. L’Spd è pronta a votare a favore del nuovo accordo di disciplina di bilancio purché la Germania si faccia promotrice di aiuti alla crescita.
La partita è delicata per il cancelliere, ma al tempo stesso in un contesto europeo difficilissimo l’idea di un compromesso con l’opposizione potrebbe essere utile per far accettare all’opinione pubblica tedesca eventuali scelte controverse. Da Berlino, il messaggio è chiaro: qualsiasi passaggio che richieda un trasferimento di denaro tra i Paesi membri superiore a quello già deciso impone una cessione di sovranità a istituzioni sovranazionali. «Passività in comune e controllo in comune devono sempre essere tenuti nella stessa mano», ha detto martedì la signora Merkel parlando alla Cdu e riferendosi al processo di integrazione europea. Una mutualizzazione dei debiti per salvare una banca deve essere associata a un’unica sorveglianza bancaria. La Commissione ne ha fatto un suo cavallo di battaglia, ricordandone i pilastri: garanzia in solido dei depositi, fondo comune di gestione delle crisi bancarie e appunto una sola vigilanza.
Da Parigi, sembra emergere il benestare all’unione bancaria del presidente François Hollande, che ieri ha fatto trapelare un riassunto delle proposte che intende mandare al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. Due le idee: potere della sorveglianza alla Bce e rifinanziamento delle banche direttamente da parte dell’Esm.
Proprio i cinque saggi del Governo federale hanno proposto la nascita di un fondo di riscatto che mette insieme i debiti superiori al 60% del Pil. L’interpretazione prevalente è che sia possibile solo se la mutualizzazione è parziale e temporanea, se c’è in cambio anche qui di un trasferimento di sovranità, e se è associato a un piano rigoroso e trasparente di riduzione dei debiti pubblici. La Francia sembra pronta a cedere sovranità per quanto riguarda le banche; è pronta a farlo anche sul fronte del bilancio nazionale?
Ieri a Strasburgo, il Parlamento ha approvato due regolamenti che introducono maggior coordinamento delle politiche di bilancio. Il pacchetto sarà ora negoziato con il Consiglio e la Commissione. L’aula ha anche aggiunto un emendamento che propone l’adozione di un fondo di riscatto dei debiti. A chi fa notare che l’ipotesi è in contrasto con l’articolo 125 dei Trattati, che vieta ai Paesi l’assunzione dei debiti altrui, alcuni rispondon

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