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Merkel accusa: “Mercati contro il popolo”

“I mercati non sono al servizio del popolo; il grande compito di noi politici deve essere trasportare nel mondo dei mercati e della finanza lo spirito solidale dell’economia sociale di mercato”, cioè il modello tedesco di capitalismo con welfare e forti sindacati. L’attacco alla finanza internazionale, espresso quasi con concetti da no global, viene da Angela Merkel. La cancelliera federale, parlando a una manifestazione della Csu (il partito fratello bavarese) ha usato una durezza senza precedenti contro il neoliberismo. E pur ribadendo il no agli eurobond e a un’unione dei debiti, ha sottolineato che “i paesi deboli dell’eurozona si sono conquistati il diritto alla nostra solidarietà”. Così la “donna più potente del mondo” ha voluto intervenire, in questo lunedì che inizia il periodo decisivo per le sorti dell’euro.
Dopodomani, giovedì, si tiene infatti l’attesa riunione del Consiglio della Banca centrale europea (Bce), dove il presidente Mario Draghi vuole varare acquisti di titoli sovrani dei paesi deboli, decisione contrastata dal numero uno di Bundesbank
Jens Weidmann. E in queste ore, un appello disperato alla Bce e nuovi segnali d’allarme sono venuti dalla Spagna. I mercati, ha continuato Angela Merkel, in questi anni hanno consentito a poche persone di arricchirsi a spese della maggioranza. E’ questo clima pericoloso, ha aggiunto in sostanza, che mi spinge a chiedere a tutti i governi di tagliare il debito sovrano, per non cadere nel mirino degli speculatori. E’ stato un attacco senza precedenti al potere dei mercati, sia da parte di Merkel, sia in generale da
un politico di centrodestra europeo. Non bisogna consentire ai mercati di distruggere i frutti del lavoro della gente, ha insistito la cancelliera. “E i governi non devono dipendere dai mercati a causa di un debito eccessivo. Ma la vera questione riguardo alla democrazia è questa: possiamo, in Germania e in Europa, vincere le elezioni quando stabiliamo insieme di avere finanze solide e quando non spendiamo più di quanto incassiamo?”.
Non vogliamo comunque una messa in comune dei debiti, ha continuato ‘Angie’,
ma i paesi deboli si meritano la nostra solidarietà, “perché abbiamo voluto che superassero le loro difficoltà”. É per liberarci tutti dal potere dei mercati – ha fatto capire la Merkel – che “la Germania deve premere per le riforme, anche se a volte siamo severi. Vogliamo un’Europa stabile e solidale, e serve un’Europa forte a livello mondiale, perché da soli, ognuno per sé, non contiamo”.
Il caso spagnolo sarà un banco di prova. «Io mi aspetto che la Bce agisca contro la crisi dei paesi più deboli come Spagna e Italia» ha detto il ministro dell’Economia Luis De Guindos, annunciando tra l’altro lo stanziamento immediato di 5 miliardi per soccorrere Bankia, l’istituto di credito nazionalizzato. Berlino ha chiesto con urgenza più informazioni sulla crisi delle banche spagnole. E intanto una quarta regione spagnola, l’Andalusia, che è la più popolosa, ieri ha chiesto aiuti statali d’emergenza per un miliardo. Mentre la ricca Catalogna preme per un anticipo dei 5 miliardi che vuole da Madrid: “Non possiamo aspettare fino a fine mese”. Anche le regioni di Murcia e Valencia, in profondo rosso, aspettano un
soccorso statale.

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