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«Meridiana, nessuno stop alla fase di ristrutturazione»

 

«Nessuna retromarcia. L’azienda è in fase di ristrutturazione, non è sull’orlo del fallimento, ma deve recuperare competitività sul mercato attraverso la riduzione dei costi». Il primo annuncio pubblico sulle improvvise dimissioni dell’ad Roberto Scaramella è stato fatto da Marco Rigotti, presidente del cda di Meridiana nella riunione di ieri con i sindacati a Olbia sulla trattativa dei 1.634 esuberi. Una riunione breve che è stata aggiornata alla prossima settimana, servita per prendere atto delle dimissioni di Scaramella: «Queste dimissioni non preannunciano nulla di buono, questi tre signori forse sono stati chiamati per mettere i conti in ordine nella maniera più drastica possibile, partendo dai licenziamenti», hanno detto i sindacati che dallo scorso settembre hanno avviato un duro braccio di ferro con l’azienda sugli esuberi.

Sarà ora il nuovo ad del gruppo aviation Richard Creagh di cui nel curriculum si sottolinea il rilancio dell’Ukraine International Airlines insieme ai due advisor Colin Smith e Fabian Bachrach a tentare di chiudere il cerchio della trattativa che aveva ottenuto una prima vittoria dei sindacati con la sospensione della selezione per hostess e steward da assumere a tempo in Air Italy in programma a Malpensa.
Restano gli interrogativi sui motivi delle dimissioni di Sacaramella, ufficialmente «per motivi personali». In realtà sarebbero state divergenze emerse con l’Aga Khan sugli obiettivi del piano a convincere l’ex ad a gettare la spugna. «Non voglio fare il commissario liquidatore», avrebbe detto ad alcuni suoi stretti collaboratori. Il piano di rilancio messo a punto dall’ex ceo prevedeva un ulteriore iniezione di capitali da parte dell’azionista di riferimento, l’ultimo tentativo dopo che in 5 anni il fondo della comunità ismailita Akfed che fa capo all’Aga Khan ha iniettato 350 milioni di euro senza risultati. La mancanza di ulteriori investimenti sarebbe il motivo della improvvisa dipartita dal momento che c’è da finanziare un pesante piano di ammodernamento della flotta, una ventina di Boeing 737 che dovranno andare a sostituire gli attuali aerei come gli ormai obsoleti Md80. Se l’intenzione dell’Aga Khan sia quella di ristrutturare e poi vendere il vettore non è ancora chiaro, ma è un’ipotesi che si sta facendo strada. Di certo in questi mesi le voci di potenziali acquirenti si sono rincorse dalla Qatar Airways al fondo cinese Ping Yi Equity Investment Center, tutte smentite. Di certo il modello Alitalia sta avendo i suoi proseliti e non si esclude che potrebbe essere un socio arabo a togliere Meridiana dalle secche.

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