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Meridiana in crisi Guidi: “Solo Qatar può rilanciarla”

ROMA.
La cessione di Meridiana a Qatar Airways è ad un punto di svolta. Il prezzo però è altissimo: gli emissari emiratini sono pronti a mettere mano al portafogli, a cambiare progressivamente una flotta antiquata e divoratrice di carburante, solo in cambio di una profonda ristrutturazione della compagnia sarda che costerà 900 esuberi.
Dietro le quinte, però, prosegue un negoziato che da tempo impegna le parti alla ricerca di una soluzione equa. I bene informati scommettono su 700 e non 900 dipendenti in uscita e puntano tutto su una chiusura della trattativa già nella notte tra martedì e mercoledì prossimi nel round decisivo col governo.
«L’opzione Qatar è l’unica in grado di assicurare il rilancio e il consolidamento di Meridiana » spiega il ministro Federica Guidi. «Stiamo lavorando in maniera seria sulle rotte e lo sviluppo di un piano industriale » dice invece il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio. Che aggiunge: «La Sardegna ha bisogno di più collegamenti e l’Italia ha bisogno di non perdere una compagnia come Meridiana ». Il copione anche stavolta è identico a quello visto due anni fa durante la trattativa tra una Alitalia alla canna del gas e gli arabi di Etihad, che chiesero prima ancora di varcare il portone della sede di Fiumicino, un pesante contributo da parte dei lavoratori. Oggi, come nel 2014 per Alitalia, il difficile dialogo tra Meridiana, Qatar, sindacati ed esecutivo è tutto concentrato nella capacità dei giocatori seduti al tavolo di tirare fuori le carte migliori.
Solo che stavolta il prezzo che rischia di essere pagato (a breve) è la chiusura del dialogo e della stessa compagnia sarda controllata dall’Aga Khan con ricadute non calcolabili su tutto il territorio dell’Isola e l’indotto.
L’idea sulla quale tutti stanno lavorando alacremente è di cedere il 49% al vettore degli Emirati attraverso una nuova società. In questo modo Qatar manterrà i diritti di volo di Meridiana e potrà interfacciare il network del gruppo sardo con quello di Iag (British-Iberia) di cui è socio di maggioranza col 10%. Resterà fuori dall’accordo, almeno per ora, l’aeroporto di Olbia.
La flotta invece sarà completamente rinnovata e i 21 velivoli oggi in servizio – soprattutto i gloriosi ma anziani Md80 – verranno sostituiti nel corso dei prossimi mesi. Nel piano di Qatar c’è una completa revisione delle rotte che non portano i risultati sperati.
Contando su un via libera all’acquisizione nei prossimi giorni (con firma nelle prossime settimane) si può ipotizzare un cambio di passo e della compagnia sarda già a partire dal la primavera del 2017 e quindi tra poco più di un anno.
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