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Mercoledì nero del credito Mps, 5,3 miliardi di perdita Etruria commissariata Bankitalia:“Conti pesanti”

Bilanci di lacrime e sangue per Montepaschi e Banco Popolare. Che, seguendo uno schema analogo, hanno scelto di fare anche di più di quanto chiedeva la Bce in termini di rettifiche su crediti ed hanno deciso una pulizia dei conti draconiana, che ha portato Siena a chiudere con un rosso pari a 5,34 miliardi (1,434 l’anno prima) mentre il Banco ha terminato l’esercizio con una perdita di 1,9 miliardi.
Non ha potuto invece approvare i conti 2014 la Popolare dell’Etruria: mentre era in corso il cda per i conti (attesi in rosso per 140 milioni) si sono presentati i nuovi organi nominati da Bankitalia, che ha commissariato l’istituto – quotato – al centro di una ridda di acquisti violenti in corrispondenza con il nuovo decreto legge sulla trasformazione in spa di dieci istituti. La banca aveva comunicato un Tier1 ratio del 5,9% a settembre, destinato a diminuire ulteriormente «per effetto delle iniziative assunte quanto alla svalutazione dei crediti », aveva comunicato il 10 gennaio. Adesso la “banca dell’oro” è in amministrazione straordinaria per effetto delle «gravi perdite del patrimonio» emerse agli occhi dei funzionari della Banca d’Italia che da tempo stavano svolgendo accertamenti ispettivi, peraltro ancora in corso.
Ma i conti shock sono venuti decisamente da Mps. Il mercato si aspettava una profonda pulizia dei crediti, ma dai 5,7 miliardi chiesti dalla Bce la banca è salita, complessivamente, a 7,8 miliardi, applicando all’intero portafoglio i criteri dell’Aqr. L’esposizione netta dei crediti deteriorati è cresciuta del 10% rispetto al 2013, a 23,1 miliardi. Inoltre, si è proceduto alla svalutazione dell’avviamento.
Ieri il cda ha anche preso atto delle decisioni della Bce: rispetto alla precedente richiesta di un Cet1 del 14,3%, la Bce ora chiede alla banca senese di arrivare al 10,2%. Il cda però ha deciso di alzare l’importo dell’aumento di capitale, portandolo da 2,5 a 3 miliardi (già approvato dalla Bce) che verrà lanciato nel secondo trimestre dell’anno con la pre-garanzia del consorzio di banche che si era precedentemente impegnato per l’aumento da due miliardi e mezzo. Il Cet1 proforma, post perdite ma già considerando l’aumento di capitale, si assesterà all’11,4% (compresa la restituzione dei Monti bond) mentre nel bilancio appena approvato era sceso fino all’8,7%. Il Monte «guarda con fiducia al 2015» ha detto l’ad Fabrizio Viola parlando agli analisti, dopo «un 2014 complesso» in cui comunque «abbiamo migliorato i ricavi e ridotto i costi e sotto molti punti di vista abbiamo fatto meglio dei concorrenti». Viola non ha fatto riferimento a possibili matrimoni ma si è limitato a dire che «il consolidamento del gruppo è l’obiettivo strategico » mentre è confermato l’impegno di proseguire nel programma di cessioni degli attivi.
Anche il Banco popolare ha scelto la strada della pulizia radicale dei conti, anche oltre le richieste della Bce. Solo nel quarto trimestre infatti sono state fatte rettifiche nette di valore su crediti per 2,5 miliardi contro una richiesta di 1,3 da parte della Bce. Il resto deriva da ulteriori pulizie (compresa una posizione da 140 milioni sull’Ilva e sul gruppo Riva) e da una serie di rettifiche su sofferenze chirografare fino a 250 mila euro che potrebbero essere cedute. Resta comunque molto solido il parametro patrimoniale: dopo la mega-pulizia il Cet1 si è attestato all’11,3% rispetto all’11,7% del 30 settembre scorso. «Questa banca ha una solidità che la pone meritatamente ai primi posti del sistema bancario italiano – ha commentato Pier Francesco Saviotti. Sono finiti sette anni di “vacche magre”. Nel 2015 torneremo a una redditività che definirei decorosa e non dovremmo trovare ostacoli per realizzarla» mentre, parlando di aggregazioni, ha detto di sentirsi «solidi e con un pizzico di presunzione, aggreganti».
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