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Il mercato può attendere la tutela sulle bollette confermata fino al 2019

Doveva essere una fase transitoria verso il mercato libero dell’energia. Ma a forza di rinvii, potrebbe trasformarsi in quel provvisorio che diventa per inerzia di cose definitivo. Il governo ha deciso di posticipare di un altro anno la liberalizzazione dei servizi per la fornitura di elettricità e gas naturale per le famiglie e le partite Iva. Il testo del ddl Concorrenza in discussione in Parlamento prevede che la fine del mercato cosiddetto “tutelato” avvenga nel giugno del 2018: verrà riscritto e la nuova data scivolerà in avanti di dodici mesi. Se ne riparla, quindi, a metà 2019.
Per quale motivo l’ennesimo rinvio? Il governo teme che nel passaggio al mercato libero le tariffe per luce e gas si alzino, colpendo i consumatori. Lo ha spiegato così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, al termine della riunione con la maggioranza in cui ieri si è fatto il punto sul ddl Concorrenza: «Serve un sufficiente lasso di tempo per fare il lavoro che va fatto con grandissima cautela e garanzie che non ci sia un aumento dei prezzi». Cecilia Guerra, capogruppo di Mdp alla Camera, al termine della stessa riunione, è andata anche oltre: se non si realizzeranno «le condizioni previste dal ddl per evitare che il superamento del mercato tutelato porti ad un aumento delle bollette» il passaggio al mercato libero potrebbe essere «sospeso».
La vicenda si trascina da tempo. Era stato il decreto Bersani che nel 1999 ha dato il via libera ai privati nel mercato dell’energia mettendo fine al monopolio dei colossi di stato Eni ed Enel, a prevedere una fase di transizione. Un periodo nel quale le tariffe, per la parte legata alla materia prima (esclusi quindi tasse, incentivi e costi per il mantenimento del sistema), fossero fissate ogni tre mesi dall’Autorità per l’energia, definito mercato di “maggior tutela”. In due tappe i clienti sono poi passati al mercato libero. Prima le grandi aziende e le pmi, che possono trattare direttamente con i grossisti, sia per l’elettricità che per il gas; poi le famiglie e le pmi. Queste ultime possono ancora decidere se restare nel tutelato, oppure passare al mercato libero, sottoscrivendo un nuovo contratto con uno degli operatori presenti nel settore. Soltanto per l’elettricità sono 335 (erano 219 nel 2012). Si contendono soprattutto le quote di mercato delle aziende, dove la concorrenza ha contribuito a far scendere i prezzi, che ora sono soltanto un 15-20 per cento superiori alle medie dei prezzi della Unione europea. Sul mercato domestico, invece, la discesa dei prezzi del gas ha permesso di abbassare i costi della produzione di energia e le famiglie italiane pagano qualcosa in meno rispetto alla media Ue. Ragion per cui solo il 36% degli utenti è passato al mercato libero. Secondo l’Autorità per l’energia i prezzi del tutelato sono in media più convenienti e il livello di informazione tra i consumatori è ancora scarso. Ragionamenti che devono aver convinto anche il governo.

Luca Pagni

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