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Mercati, i padroni dei nostri risparmi

Le due più grandi società di gestione al mondo sono americane e nelle loro casse sono concentrati 9 mila miliardi di dollari, cinque volte il valore di tutte le merci e servizi prodotti in Italia in un anno.

Il numero uno è BlackRock, con 5.140 miliardi di dollari in gestione fra fondi comuni ed Etf (Exchange traded fund) e al secondo posto c’è Vanguard con 3.900. Fra i primi dieci nella classifica mondiale solo due gestori non sono americani: il gruppo tedesco Allianz al quinto posto e il francese Axa all’ottavo. Ed è interessante notare che cinque degli otto americani sono gestori indipendenti, mentre solo due fanno parte di gruppi bancari — J.P. Morgan Chase e Bank of New York Mellon — e l’ottavo, Goldman Sachs, è una banca d’affari.

I numeriL’anno scorso la leadership dei giganti BlackRock e Vanguard si è rafforzata grazie a un record storico di sottoscrizioni nei loro prodotti: 202 miliardi di dollari (al netto dei riscatti) per BlackRock e 315,3 per Vanguard. Un successo determinato in gran parte dallo spostamento dei favori sia dei risparmiatori individuali sia degli investitori istituzionali, come i fondi pensione, dalle tradizionali gestioni «attive» — dove il money manager sceglie i titoli su cui puntare per far meglio della media del mercato — a quelle «passive», che semplicemente «copiano» l’andamento degli indici di mercato.

E’ stata proprio Vanguard il pioniere di questa tendenza: il suo fondatore John Bogle ha rivoluzionato il mondo del risparmio gestito lanciando nel 1976 il primo fondo comune azionario indicizzato, il Vanguard 500 index fund, convinto che la strategia migliore sia possedere «un pezzo del mercato» e stare attenti all’unica cosa che si può controllare, il costo degli investimenti.

Le spese dei fondi indicizzati sono minime e quelle dei prodotti Vanguard sono le più basse in assoluto: lo 0,18% annuo su tutto il patrimonio gestito contro l’1% della media di tutta l’industria americana del risparmio. E questo è possibile anche grazie alla struttura unica del gruppo, infatti Vanguard è una società di gestione «mutualistica», l’unica ad essere posseduta interamente dai risparmiatori. «La nostra struttura — ha spiegato Bill McNabb, presidente e amministratore delegato dal 2008 — assicura che possiamo ridare valore agli investitori abbassando i costi e offrendo i prodotti meno cari».

Il successo della formula di Bogle — che a 87 anni continua a fare il presidente di un centro di ricerca sui mercati finanziari supportato da Vanguard — è confermato dai risultati dell’anno scorso: fra i circa 9 mila fondi ed Etf monitorati dalla società di analisi Morningstar, ai primi dieci posti per volume di sottoscrizioni nette nel 2016 si sono piazzati ben sette fondi indicizzati di Vanguard. In testa c’è il Vanguard total stock market index fund, che ha incassato oltre 43 miliardi di dollari arrivando a un patrimonio di 488 miliardi di dollari, il più grande al mondo.

BlackRock invece è una società for profit, quotata a Wall Street dal 1999. L’ha fondata nel 1988 Larry Fink, che tutt’oggi continua a guidarla.

ConversioniAll’inizio seguiva la filosofia attiva di investimento, ma se è balzata al numero uno nella classifica mondiale dei gestori è grazie alla decisione di Fink di comprare dal gruppo britannico Barclays, nel 2009, Barclays global investors con tutta la sua famiglia di Etf iShares. Ora questi ultimi fanno la parte del leone sia per le performance sia per il volume di sottoscrizioni: l’anno scorso oltre la metà dei patrimoni gestiti attivamente da BlackRock ha ottenuto risultati peggiori della media del mercato (considerati gli ultimi tre anni, il 38% non ha battuto il mercato). Non a caso durante gli ultimi tre mesi del 2016 i clienti hanno liquidato 546 milioni di dollari dai fondi «attivi» di BlackRock e hanno investito 88,3 miliardi negli Etf iShares e nei fondi indicizzati.

PrimatiInsieme, BlackRock e Vanguard sono le regine degli Etf: l’anno scorso hanno incassato oltre il 60% di tutti i risparmi mondiali investiti in questi prodotti. E le due società sono destinate a crescere ulteriormente, grazie alle nuove regole dettate dal ministero Usa del Lavoro, che fra poco entreranno in vigore, a meno che il neo presidente Donald Trump non le cancelli.

Secondo le nuove norme, i broker e consulenti finanziari dovranno agire come «fiduciari» nel consigliare le strategie per il risparmio previdenziale, dovranno cioè mettere gli interessi dei clienti al primo posto in assoluto. Secondo gli esperti l’effetto sarà spingere ancora di più gli investimenti nei prodotti a basso costo come i fondi indicizzati e gli Etf. Già adesso i broker e consulenti raccomandano sempre più spesso portafogli costruiti con Etf, hanno fatto notare i manager di BlackRock commentando l’ultimo bilancio trimestrale.

E la tendenza non può che aumentare.

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