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Mercati d’Europa risvegliati dal Dax

di Alessandro Chini e Alessandro Magagnoli

I mercati hanno rotto gli indugi prima di avere delle certezze sulla futura stabilità dell'area della moneta unica e anzi avendo come unica notizia sicura quella che il 2012 sarà di recessione. Ma è ancora possibile fare una scommessa sul fatto che l'operato della Bce abbia la possibilità di dimostrarsi favorevole alla crescita dei listini anche nei prossimi mesi? La risposta è affermativa.
Nel caso del Dax c'è ancora un ostacolo da superare, a 7.000 punti, per consacrare il rialzo, una soglia che diventa quindi il prossimo livello sul quale impostare nuove posizioni di incremento della componente azionaria del portafoglio. Considerazioni analoghe si possono avanzare per gli altri indici, soprattutto quelli più attardati sulla via del rialzo come il Ftse Mib. L'indice italiano della blue chip infatti, dopo aver superato a metà gennaio in area 15.000 la linea di tendenza disegnata dal top di maggio e la media mobile a 100 giorni, punta ora a un'altra importante area di resistenza, quella offerta a 17.050 punti circa dal massimo del 28 ottobre scorso, segnato in corrispondenza con il 38,2% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso dal record dello scorso febbraio, e dalla media mobile a 200 giorni. La rottura dei 17.050 punti potrebbe dimostrarsi un momento molto rilevante nel contesto grafico dell'indice che abbandonerebbe in quel caso la lunga fase orientata sostanzialmente in orizzontale disegnatasi dai minimi di settembre per intraprenderne una inclinata positivamente. L'ampiezza del trading range degli ultimi mesi, 4.000 punti circa, diverrebbe l'unità di misura con la quale valutare il potenziale dello spazio a disposizione oltre la resistenza di area 17.000, esteso dunque fino a 21.000 almeno (resistenze intermedie a 18.300 e 19.400).
Per il Cac 40 francese sono validi gli stessi riferimenti grafici che per l'italiano, la media mobile a 200 giorni e il picco dello scorso ottobre, entrambi in area 3.400. E come per l'indice italiano l'ampiezza della fase laterale degli ultimi mesi, 700 punti circa, può essere utilizzata per fornire un obiettivo del rialzo che il mercato ha facoltà di raggiungere oltre l'ostacolo, ovvero i 4.100 punti circa, non distanti dai massimi del 2011 a 4.169.
Da seguire con attenzione anche il comportamento della Borsa di Madrid: sul grafico dell'Ibex 35 si è infatti venuta a delineare dallo scorso settembre una figura a doppio minimo, che gli studiosi dei grafici inseriscono nella famiglia di quelle di "inversione". Tale figura troverebbe conferma con il superamento del picco del 28 ottobre scorso, a 9.351, prospettando in quel caso il raggiungimento di obiettivi compresi tra i 10.500 e gli 11.200 punti, praticamente sui massimi del febbraio 2011. È quindi evidente che, pur in mancanza di alcune conferme, le ultime settimane hanno portato un miglioramento del quadro prospettico delle principali Borse dell'area euro che forse non era sperabile in tempi così brevi. Scommettere in questa direzione per il risparmiatore potrebbe dimostrarsi una mossa vincente, a patto di intervenire a seguito del superamento delle soglie tecniche indicate per evitare di rimanere intrappolati in una fase poco chiara di mercato. Gli spazi a disposizione per un rimbalzo sono estesi. Meglio sacrificare una porzione dei potenziali profitti in cambio di un ingresso sul mercato non avventato.

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