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Mercati deboli in attesa delle mosse di Fed e Bce

La settimana vive il suo culmine nella riunione della Banca centrale europea di giovedì: gli investitori si attendono un taglio dei tassi sui depositi, già in negativo, e un ampliamento del programma di acquisto di titoli di Stato. Janet Yellen riferisce al congresso e gli Usa pubblicano i dati sul mercato del lavoro. I listini asiatici, intanto, si avviano verso il sesto mese di ribasso negli ultimi sette

La settimana che conduce al board della Bce, che dovrebbe decretare un ampliamento del Quantitative easing, inizia con un segnale di debolezza dall’economia tedesca, dove il commercio segna una battuta d’arresto. Le vendite al dettaglio in Germania hanno registrato in ottobre un calo inatteso dello 0,4% mensile, secondo le stime provvisorie dell’ufficio federale di statistica. Gli analisti stimavano un incremento mensile dello 0,5%: viene bissato così l’inaspettato stallo di settembre, quando ci si aspettava una crescita.

I mercati azionari europei aprono in ribasso, mentre le azioni dell’area Asia-Pacifico sono giunte al sesto mese di ribassi negli ultimi sette. Milano segna -0,2% in avvio di giornata, in linea con Francoforte, mentre Londra arretra dello 0,3% come Parigi.  Shanghai ha portato a termine una giornata volatile (+0,2% finale), dopo il tracollo del 5,5% di venerdì scorso a seguito degli scandali finanziari che stanno emergendo grazie alla stretta alla vigilanza delle Autorità. Chiusura in calo per la Borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei che è sceso dello 0,69% a 19.747,47 punti. La Borsa non ha sfruttato il piccolo segnale di ripresa per la produzione automobilistica in Giappone, che a ottobre ha registrato un calo dello 0,5% rispetto al 2014, ma il dato è risultato di gran lunga migliore di quello di settembre quando il calo fu del 2,6%. La produzione industriale nel suo complesso è salita dell’1,4% in ottobre.

L’euro apre sotto quota 1,06 dollari, in attesa della riunione dela Bce di giovedì prossimo. La moneta europea passa di mano a 1,0580 dollari e 129,90 yen. L’attenzione degli investitori è concentrata anche sulla Federal Reserve: la presidente Janet Yellen è attesa a una relazione al Congresso, mentre si avvicina la riunione di metà mese che probabilmente porterà all’aumento del costo del denaro (atteso con oltre il 70% di possibilità dal mercato). Nel mentre, usciranno i dati sul lavoro Usa – che potranno rafforzare la posizione dei governatori ‘falchi’. Dalla Cina, invece, in settimana si attendono importanti dati sulla produzione manifatturiera.

Resta basso lo spread tra Btp e Bund tedeschi, sotto la soglia di 95 punti base, con il rendimento dei decennali italiani che oscilla intorno all’1,4%. L’agenda macroeconomica, a parte il commercio tedesco e i dati giapponesi, registra l’inflazione italiana e in Germania, il credito al consumo della Gran Bretagna e – dagli Usa – l’indice Pmi di Chicago di novembre, i compromessi sulle case esistenti e l’indice manifatturiero della Fed di Dallas.

Tra le materie prime, in periodo ribassista, quotazioni del petrolio in rialzo dopo le assicurazioni da parte dell’Iran di voler contenere la produzione: i contratti sul greggio Wti con scadenza a gennaio guadagnano 10 centesimi a 41,81 dollari al barile; il Brent cede invece 9 centesimi a 44,77 dollari. I prezzi dell’oro,
invece, sono ancora in calo sui mercati asiatici dove il lingotto con consegna immediata cede lo 0,1% a 1.056 dollari l’oncia. In un mese  le quotazioni sono scese del 7,5%. Continua ad incidere l’attesa per le decisioni sui tassi della Federal reserve attese a dicembre.

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