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Meno tribunali e giudici di pace

di Antonio Ciccia 

Taglio dei rami secchi della giustizia, che costerà un po' di più e che cerca di razionalizzare il processo, imponendo di programmarne la durata con una calendarizzazione effettiva delle attività, e che deve diventare, nel settore civile, l'ultima scelta, dopo avere tentato la conciliazione.

Quindi meno sedi di tribunali e di giudici di pace, più contributo unificato e un po' di managerialità nella gestione del servizio.

Questa la sintesi della manovra economica (decreto 138/2011), che interviene sia sulla macchina della giustizia sia sul servizio giustizia.

RIORGANIZZAZIONE DELLA GIUSTIZIA

Parte il programma per la gestione dei procedimenti civili, amministrativi e tributari pendenti.

I capi degli uffici giudiziari, come manager, devono stabilire obiettivi di riduzione della durata dei procedimenti e obiettivi di rendimento dell'ufficio. A regime il programma deve essere stilato entro il 31 gennaio: per il 2011 la scadenza è il 31 ottobre 2011.

Ma l'intervento di maggiore impatto è la soppressione di alcuni sedi giudiziarie (procure, tribunali e giudici di pace). Si tratta di una delega legislativa, che deve essere seguita, entro un anno, dal decreto attuativo, ma il disegno avrà l'effetto di modificare radicalmente la geografia giudiziaria, al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento dì efficienza. In sintesi il governo dovrà ridurre gli uffici giudiziari di primo grado mantenendo, comunque, sedi di tribunale nei circondari di comuni capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011 (il taglio delle province non avrà ripercussioni). Per stabilire le nuove sedi si deve tenere conto dell'estensione territoriale e del numero degli abitanti oltre che dei carichi di lavoro, con il correttivo di specificità territoriale e della presenza di criminalità organizzata. Anche per le procure si prevede l'accorpamento di più sedi attuali, mentre vengono mantenute le procure della repubblica presso i tribunali dei capoluoghi dei distretti di corte d'appello e senza soppressione delle procure presso il tribunale ordinario nei circondari di comuni capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011. Il governo potrà, poi, procedere alla soppressione o alla riduzione delle attuali 220 sezioni distaccate di tribunale, anche mediante accorpamento. È preventivata, poi, a riduzione degli uffici del giudice di pace dislocati in sede diversa da quella circondariale tenendo conto dei carichi di lavoro. Il procedimento per la soppressione degli uffici del giudice di pace prevede la possibilità di un mantenimento dell'ufficio a richiesta degli enti locali interessati, purché si facciano integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia: l'ente locale dovrà garantire le strutture, provvedere all'indennità del giudice di pace, individuare il personale amministrativo e retribuirlo.

SERVIZIO GIUSTIZIA

La principale novità è la calendarizzazione (indirettamente) imposta delle attività processuali. In altre parole si deve predeterminare il cronoprogramma del processo fin dalle sue battute iniziali. E chi ostacola la razionalizzazione dei tempi del giudizio rischia sanzioni processuali. Nel quadro della ragionevole durata del processo il giudice dovrà programmare e specificare le attività che saranno compiute in ogni udienza, compresa l'ultima, quella della precisazione delle conclusioni. Giudice, avvocato o consulente tecnico, se non rispettano il calendario, saranno passibili di sanzioni disciplinari. E il giudice sarà valutato negativamente ai fini della valutazione di professionalità e dell'accesso agli uffici direttivi e semidirettivi. Questo vale per i futuri processi e non per quelli pendenti.

Rientra sempre nel tema del servizio giustizia la spinta a stare fuori dei processo, favorendo la conciliazione civile e commerciale (decreto legislativo 28/2010). La tecnica usata è la punizione per chi snobba la mediazione: il giudice, infatti, dovrà condannare la parte, che non si è presentata davanti al conciliatore senza giustificato motivo, al versamento allo Stato di una somma di importo pari e al contributo unificato dovuto per quel giudizio.

Sempre al capitolo del servizio giustizia appartengono i ritocchi del contributo unificato. Sono interventi mirati a individuare gli importi (per i ricorsi amministrativi di valore indeterminabile e per il contenzioso tributario) o interventi per completare la disciplina già riformata (con un innalzamento degli importi) dalla manovra correttiva (decreto 98/2011). Viene comunque confermato il meccanismo per cui si sanziona con l'aumento del contributo unificato (aggravio a carico di chi perde nei processi amministrativi) l'omessa indicazione di alcuni elementi nell'atto e nel ricorso e in particolare il numero di fax e l'indirizzo pec dell'avvocato). Completano la disciplina la modifica del codice di procedura penale con la fissazione dell'obbligo di inserire fax e pec negli atti difensivi: sono i recapiti che le cancelleria dovranno necessariamente usare per le comunicazioni agli studi legali.

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