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Meno tempo ai ripensamenti

Meno tempo per il ripensamento sul rimborso Iva annuale: il contribuente può modificare la scelta entro 90 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione, e non entro l’anno successivo. Questa una delle novità interpretative contenute nella circolare n. 32/E del 30 dicembre 2014, con la quale l’Agenzia delle entrate ha fatto il punto sulla disciplina dell’esecuzione dei rimborsi Iva dopo le modifiche introdotte dagli articoli 13 e 14 del dlgs n. 175/2014, sciogliendo molti dubbi riguardo all’esonero dalla garanzia. A questo proposito, la circolare dispone che sia la dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante il possesso dei requisiti per l’esonero dalla garanzia, sia quella attestante lo status di società operative, vengano conservate per essere esibite all’ufficio in caso di richiesta.

Modifica del rimborso. Si deve ricordare che il provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 28 gennaio 2011, al punto 1.3, stabilisce che la rettifica della somma richiesta a rimborso in conto fiscale avviene mediante presentazione di una dichiarazione annuale dell’Iva o di una dichiarazione unificata integrativa. La disposizione, che menziona esclusivamente i rimborsi “in conto fiscale”, ossia quelli richiesti con la cosiddetta procedura semplificata all’agente della riscossione, non precisa il termine entro il quale deve essere presentata la dichiarazione integrativa volta a rettificare la somma chiesta a rimborso. In proposito, nella circolare n. 25/2012, l’Agenzia ha chiarito che, alla luce delle modifiche normative e di quanto precisato con la circolare n. 17/2011 in merito alla rettifica nel caso di mancata prestazione della garanzia, il contribuente può rettificare la richiesta di rimborso del credito eccedente presentando entro il termine di cui all’articolo 2, comma 8-bis, del dpr n. 322/98, ossia entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, una dichiarazione integrativa, al fine di indicare il medesimo credito (o parte di esso) come eccedenza da utilizzare in detrazione o compensazione.

La recente circolare n. 32/2014 sembra avere riconsiderato la questione, probabilmente in considerazione dei tempi per l’erogazione del rimborso (in linea di principio, molto ristretti), affermando ora che «il contribuente può modificare la scelta effettuata in dichiarazione relativa al credito chiesto a rimborso presentando una dichiarazione integrativa entro i 90 giorni successivi alla scadenza del termine» e non, quindi, nel più lungo termine indicato precedentemente. La circolare puntualizza comunque che nel caso in cui non sia in alcun modo modificata la scelta operata dal contribuente in relazione al rimborso, ma sia esclusivamente corretta la mancata o non regolare apposizione del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa, il contribuente può correggere l’omissione o l’errore mediante presentazione di una dichiarazione integrativa anche oltre il termine di 90 giorni.

Attestazione dei requisiti. Nella nuova disciplina, le imprese (eccettuate quelle considerate «a rischio» in base al comma 4 dell’art. 38-bis, dpr 633/72) possono ottenere i rimborsi di importo superiore a 15.000 euro senza presentare la garanzia patrimoniale, apprestando, in alternativa, il c.d. visto di conformità «rinforzato»; questo consiste, in aggiunta all’apposizione del «visto» (o della sottoscrizione dell’organo di controllo contabile) sulla dichiarazione annuale o sull’istanza recante la richiesta di rimborso infrannuale, nella predisposizione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante il possesso di determinati requisiti di solidità patrimoniale e di regolarità contributiva, indicati nel comma 3, lettere a), b) e c), del nuovo articolo 38-bis. Questa volontà va manifestata all’agenzia barrando un’apposita casella nella dichiarazione annuale o nell’istanza di rimborso trimestrale (nella bozza del modello di dichiarazione Iva 2015 è la casella 6 del rigo VX4); dopo di che bisogna predisporre fisicamente e sottoscrivere la relativa dichiarazione sostitutiva di atto notorio, che dovrà essere ricevuta e conservata, insieme alla copia del documento di identità del sottoscrittore, dal soggetto che trasmette la dichiarazione ed esibita all’Agenzia in caso di richiesta. La circolare stabilisce che anche l’attestazione dell’assenza delle condizioni di «non operatività», ai fini delle disposizioni limitative dei rimborsi Iva alle società di comodo, deve essere resa con le suddette modalità. Sulle dichiarazioni sostitutive di cui sopra gli uffici effettueranno controlli, anche a campione.

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