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Meno tasse sul lavoro, rinvio sul taglio

Circa un miliardo di bonus fiscale per facilitare nuove assunzioni sotto i 30 anni mentre ogni intervento sul cuneo fiscale slitta a settembre-ottobre con la definizione della legge di stabilità. Martedì il governo varerà il piano nazionale per il lavoro in tempo utile per portarlo al Consiglio europeo di giovedì. Il premier Enrico Letta, commentando i provvedimenti che il governo si appresta a varare per stimolare l’economia e il mercato del lavoro, ha rimesso al centro dell’azione dell’esecutivo i giovani. «A loro – ha affermato – bisogna ridare quanto è stato tolto in passato, oggi devono diventare la priorità».

Ma le risorse sono scarse, anzi ridotte al lumicino, e necessariamente dentro il perimetro del 3% ormai promesso a Bruxelles e a Francoforte in tutte le lingue. Talmente scarse che probabilmente rimarranno fuori anche gli incentivi per trasformare i contratti precari in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Il miliardo su cui si ragiona dovrebbe arrivare dai soliti fondi strutturali ma non è chiaro se il bonus sarà per un anno o spalmabile più a lungo, e se prevederà una decontribuzione totale o parziale. Sono tutti aspetti sui quali i tecnici di via XX Settembre stanno lavorando in tandem con quelli del Lavoro guidati dal ministro Enrico Giovannini. La decisione di spostare a martedì il pacchetto del lavoro si deve al necessario coinvolgimento del responsabile del Tesoro, Fabrizio Saccomanni, che è dovuto andare all’Ecofin proprio per chiudere in modo definitivo la procedura su deficit eccessivo. Senza contare che domani si svolgerà la manifestazione unitaria Cgil-Cisl-Uil proprio sul lavoro, dopo la quale si dovrebbe tenere il promesso incontro con Giovannini e lo stesso Letta.

I numeri sono quelli che sono e il governo sta ancora cercando una soluzione per rimandare di qualche mese l’aumento dell’Iva mentre per l’Imu ci sono ancora due mesi e mezzo di tempo. Il ministro del Lavoro ha ammesso, da Lussemburgo, di sapere «che dobbiamo ridurre il cuneo fiscale e quindi il costo del lavoro, ma sappiamo anche che questi interventi richiedono ingenti risorse e quindi ne parleremo con la legge di stabilità e non in questo momento». Gli imprenditori continuano nella loro azione di sostegno al governo ma nelle «retrovie» è palpabile la delusione per una road map troppo timida nella riduzione del costo del lavoro. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, approva l’operato di Letta ma lo spinge ad accelerare nella propria azione «perché si può e si deve fare di più».

Alla ricerca delle risorse nascoste, i tecnici del Tesoro stanno lavorando per limare i trasferimenti alle aziende pubbliche e private (in tutto 30 miliardi di euro) mentre si torna a discutere della delega fiscale per andare a rivedere le 720 agevolazioni ed esenzioni per un totale di oltre 250 miliardi di euro l’anno. «Vogliamo ridurre complessivamente la tassazione sia sul sistema delle imprese sia sui cittadini attraverso una serie di interventi specifici». Così il viceministro all’Economia Luigi Casero ha annunciato anche la ripresa della «discussione della delega fiscale».

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