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Meno sgravi fiscali, tassa su azioni e derivati

Si applicherà agli acquisti in Borsa di azioni e derivati, ma non ai titoli di Stato, e non opererà distinzioni tra operazioni speculative o di investimento. La nuova Tobin Tax, appena concepita a Bruxelles, debutterà in Italia a gennaio del 2013. E anche se in sede europea non sono stati ancora definiti tutti gli aspetti tecnici, il governo Monti intende comunque utilizzarla per finanziare una parte dei costi della manovra appena varata.
La copertura degli sgravi Irpef, della detassazione dei salari, dell’aumento dell’Iva solo parziale e delle spese emergenziali (circa 12 miliardi), arriverà oltre che dalla Tobin Tax, dalla spending review, da nuove misure a carico di banche e assicurazioni, ma anche da una nuova stretta sui dipendenti pubblici, dall’assoggettamento all’Irpef delle pensioni di guerra e di invalidità (compresi gli assegni di accompagnamento), e da una prima sensibile sforbiciata a detrazioni e deduzioni fiscali.
La Tobin Tax avrà un’aliquota dello 0,05% sulle transazioni che riguardano le azioni e i loro derivati, forse con un’aliquota maggiorata per le operazioni concluse nei mercati non regolamentati. Non si applicherà alle obbligazioni né ai titoli di Stato e ai derivati su Btp e Cct. In ogni caso tutto potrebbe cambiare in sede di esame parlamentare, come ha detto ieri notte il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, anche in funzione di quello che si deciderà nel frattempo a Bruxelles. Dalla nuova tassa ci si attende almeno un miliardo. Quasi il doppio, invece, ne frutterà il colpo di scure sulle detrazioni e le deduzioni fiscali. Per chi dichiara fino a 15 mila euro annui lordi non cambierà nulla, ma per chi guadagna di più scatteranno franchigie e tetti. Per le deduzioni relative ai contributi previdenziali, ai versamenti alla previdenza complementare, gli assegni al coniuge divorziato, le spese per le adozioni, come per le detrazioni del 19%, fatta eccezione per le spese sanitarie, potranno essere scomputate dal reddito o dall’imposta solo per la parte eccedente i 250 euro. E per le detrazioni del 19%, sempre escluse quelle relative alle spese mediche, arriva anche il tetto massimo di 3.000 euro annui. L’operazione vale circa 2 miliardi di euro per il 2013 e 1 miliardo a regime. C’è poi la stretta sulle pensioni ai reduci di guerra e quelle di invalidità, che saranno soggette all’Irpef, come gli assegni di invalidità per l’accompagnamento.
Un altro miliardo arriverà dalle banche, con l’anticipo dell’imposta sostitutiva dovuta nel 2014, e il rinvio della decorrenza a fini fiscali dei nuovi valori patrimoniali derivati dal riallineamento del 2009. Ancora un miliardo frutterà l’aumento dallo 0,3 allo 0,5% dell’acconto sulle riserve tecniche delle compagnie assicurative. Il secondo capitolo della spending review, con i tagli al Fondo sanitario nazionale e alla spesa delle Regioni frutterà a regime 3,5 miliardi di euro. Mentre la manovra sul pubblico impiego, con la proroga del blocco dei contratti, e la mancata corresponsione dell’indennità di vacanza contrattuale, secondo i sindacati, comporterà un risparmio per lo Stato di 1,4 miliardi di euro nel 2013.
Oggi, intanto, alla Camera è previsto il voto di fiducia sul disegno di legge delega fiscale, nel quale il governo ha reintrodotto l’accorpamento delle agenzie fiscali che era stato eliminato in commissione.

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