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Meno requisiti per gli appalti

Per favorire le imprese più colpite dal Covid, le stazioni appaltanti devono ridurre i requisiti di partecipazione per gli affidamenti di forniture e servizi. È questo il messaggio che lancia l’Autorità nazionale anticorruzione con il comunicato del 13 aprile scorso siglato dal presidente Giuseppe Busia che vuole dare suggerimenti alle pubbliche amministrazioni per garantire la partecipazione alle gare per la fornitura di servizi da parte delle imprese in difficoltà. L’Anac parte dalla considerazione che a causa dell’emergenza sanitaria in corso alcuni settori produttivi hanno avuto un calo significativo di fatturato e, senza adeguati livelli di fatturato, difficilmente si riesce in alcuni settori ad avere la possibilità di gareggiare. Da qui il suggerimento di «valutare attentamente la necessità di richiedere la dimostrazione di tali requisiti tramite il possesso di un fatturato minimo annuo per il triennio precedente la gara che comprende gli anni 2020 e 2021. Qualora le stazioni appaltanti ritengano necessario richiedere la dimostrazione del fatturato minimo annuo, sarebbe opportuno che il valore del fatturato richiesto fosse inferiore a quello massimo consentito dalla norma, ossia al doppio dell’importo a base d’asta». Quindi è possibile anche non richiedere il fatturato minimo e selezionare sulla base delle sole capacità tecniche; ma la mancata erogazione dei servizi può avere un impatto anche sulla dimostrazione dei principali servizi effettuati negli ultimi tre anni (capacità tecnica). Pertanto, dice l’Anac, «per assicurare un livello adeguato di concorrenza, le amministrazioni aggiudicatrici possono prevedere nei bandi che sarà presa in considerazione la prova relativa a forniture o a servizi forniti o effettuati più di tre anni prima, come previsto dal Codice dei contratti pubblici (Allegato XVII, parte II)». Secondo il Presidente Anac Giuseppe Busia «gli affidamenti pubblici non devono rappresentare un ostacolo, ma uno strumento per consentire loro di rialzarsi; per questo abbiamo voluto spronare le stazioni appaltanti ad utilizzare tutta la flessibilità consentita dal Codice dei contratti pubblici: molto si può fare anche senza riforme normative e l’Anac intende usare tutte le leve a sua disposizione in questa direzione»

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