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Meno Pil, più risparmi: così la crisi congela la corsa di Milano

Sono le medie province del Centro-Nord a guadagnare posizioni sul fronte ricchezza e consumi in quest’anno flagellato dal Covid-19. Che vede Bologna in cima alla classifica di tappa, grazie soprattutto a due medaglie d’argento (nel reddito disponibile pro capite 2019 e nell’indice dei nuovi mutui per l’acquisto di casa stipulati nel 1°semestre 2020), seguita da Biella e da Milano. Quest’ultima è in discesa rispetto all’anno scorso, proprio come Aosta (5ª) e Torino (7ª). Al quarto posto Monza e Brianza, con Genova, Cuneo, Trento e Alessandria a completare la top 10. All’altro capo della classifica ci sono, invece, le province del Sud: Crotone è ultima, preceduta da Catanzaro (106ª) e Salerno (105ª).

La ricchezza indietro tutta

Se, dunque, la ricchezza ai tempi del Covid conferma la spaccatura di lungo corso tra Nord e Sud, dall’indagine emerge una fotografia complessa. Del resto il periodo storico è “fuori dagli schemi”: con la ricchezza prodotta in drastico calo, i conti corrente gonfiati sotto il peso dell’incertezza e dei timori per ciò che verrà, gli occhi puntati sui valori delle case (beni rifugio per eccellenza) e i consumi spostati su beni di prima necessità o dirottati sul digitale, viste le chiusure forzate di negozi, ristoranti e luoghi di cultura, oltre a una riduzione inevitabile dei viaggi e del turismo.

L’indicatore relativo al Pil pro capite, considerato fin dal 1990 nell’indagine della Qualità della vita, quest’anno è stato utilizzato in modo innovativo nella sua variazione rispetto al 2019, in modo da sottolineare l’impatto differente che la crisi generata dal coronavirus ha avuto sui territori. A emergere è il tonfo delle grandi aree metropolitane e di alcune province di media grandezza, ma dove si concentrano attività industriali, manifatturiere o turistiche: Milano finisce dritta in fondo alla classifica con un calo del 10% della ricchezza prodotta, preceduta da Rimini, Pisa, Prato e Bergamo. La flessione minore, invece, si registra in alcune province del Sud: in testa c’è Vibo Valentia, seguita da Foggia.

Sondrio, terza, fa da trait d’union con un altro podio. È infatti prima nella classifica dei tempi di pagamento delle fatture commerciali, indice di dinamismo e di efficienza. Dietro Sondrio ci sono altre tre province lombarde (Bergamo, Brescia e Lecco) che hanno mantenuto un comportamento virtuoso su questo fronte nonostante siano state duramente colpite dalla pandemia.

Il Nord vince anche sul fronte dei risparmi delle famiglie: al 31 agosto 2020, infatti, risultano particolarmente elevati a Bolzano, seguita da Milano, Piacenza, Cuneo e Sondrio. Un indice di ricchezza, che tuttavia può nascondere un lato negativo: il timore di spendere e investire che può ostacolare la ripresa del sistema economico.

Il valore e i costi delle case

Sul fronte immobiliare, dove da sempre si concentrano gli investimenti delle famiglie (e non solo) italiane, i valori delle case tengono nelle grandi città turistiche (nonostante l’assenza, appunto, di turisti), con i canoni medi di locazione che rimangono altissimi a Milano (ultima), Roma, Venezia, Firenze.

Se si guarda, però, alla qualità della vita in un momento storico in cui l’immobile non è considerabile solo alla stregua di un salvadanaio, ma rappresenta sempre di più uno spazio vissuto (anche per lavoro), la situazione si ribalta e le province di media grandezza di confermano vittoriose: ad Avellino (1ª), Ascoli, Vibo e Fermo (seconde a pari merito) ci sono i canoni più abbordabili, mentre a Nuoro, Belluno, Isernia e La Spezia gli spazi abitativi delle famiglie sono più grandi.

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