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Meno oneri per le aziende

di Valentina Melis

Valutazione preventiva dell'impatto di norme e regolamenti sulle piccole e medie imprese, procedure semplificate per l'accesso agli appalti pubblici, obbligo per il Governo di recepire entro un anno la direttiva europea 2011/7/Ue sui ritardi nei pagamenti, con poteri sanzionatori all'Antitrust, proroga della delega per il riordino degli incentivi. Sono i punti principali dello Statuto delle imprese, approvato ieri in via definitiva dall'aula della Camera. Il provvedimento, 21 articoli per garantire l'applicazione in Italia dello Small business Act, la carta europea dei diritti per le piccole e medie imprese, è stato approvato – come previsto – all'unanimità, senza modifiche rispetto al testo arrivato dal Senato. Il disegno di legge é frutto di diverse proposte di iniziativa parlamentare (la prima a firma di Raffaello Vignali, presentata nel 2009), che hanno iniziato l'iter a Montecitorio quasi due anni dopo. Il primo via libera della Camera era arrivato a marzo, poi il testo é passato a Palazzo Madama, dove è stato approvato a fine ottobre.

Lo Statuto delle imprese, che entrerà in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione sulla «Gazzetta ufficiale», contiene un corposo pacchetto di norme per la riduzione e per la trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e imprese, e per favorire l'avvio di nuove attività imprenditoriali, soprattutto da parte di giovani e donne. Negli atti normativi e nei provvedimenti amministrativi di carattere generale non potranno essere introdotti «nuovi oneri regolatori, informativi o amministrativi a carico di cittadini, imprese e altri soggetti privati, senza contestualmente ridurne o eliminarne altri» (principio di compensazione).

La disposizione sicuramente più attesa dalle imprese riguarda l'obbligo per il Governo di recepire entro un anno la direttiva Ue sulla lotta ai ritardi nei pagamenti, che fissa il termine di 30 giorni per i pagamenti di merci e servizi forniti dalle imprese alla Pa, e di 60 giorni per i pagamenti fra privati. L'Autorità garante della concorrenza potrà irrogare sanzioni per comportamenti illeciti messi in atto da grandi imprese.

Per il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani «lo Statuto delle imprese è il primo provvedimento a cui si dà attuazione concreta tra quelli contenuti nella lettera inviata (dal presidente del Consiglio, ndr )a Bruxelles». Il ministro ha sottolineato anche l'importanza dell'approvazione del provvedimento all'unanimità da parte della Camera. «Questa risposta condivisa – ha detto Romani in conferenza stampa a Montecitorio – può essere un buon modello e un buon viatico per i provvedimenti successivi».

Il ministro ha anche annunciato la probabile riproposizione, nel maxiemendamento al Ddl stabilità allo studio in queste ore, della norma sulla certificazione dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle Pmi, per consentire alle imprese di scontare in banca i crediti maturati. Una disposizione, questa, già proposta ed eliminata durante la conversione in legge della manovra di Ferragosto (Dl 138/2011), perchè troppo onerosa per le casse pubbliche.

La bozza della norma predisposta per il maxiemendamento al Ddl stabilità, voluta dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli e appoggiata dallo stesso Romani, prevede la certificazione di crediti «per somministrazioni, forniture e appalti» a Regioni ed enti locali, su istanza del creditore, a cui l'amministrazione deve rispondere entro 60 giorni. L'attuazione di questa disposizione sarebbe affidata a un decreto del Mef, da emanare entro 90 giorni.

L'approvazione dello Statuto ha raccolto il plauso del mondo imprenditoriale: Confindustria, Rete Imprese Italia, Confapi, Compagnia delle Opere, Alleanza delle cooperative italiane (che sottolinea comunque, nella delega al Governo, un allineamento incompleto alla direttiva Ue sui pagamenti). Soddisfazione è stata espressa anche da Unioncamere.

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