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Meno gettito Imu, sale il deficit. Tutti i tagli per restare sotto il 3%

ROMA — Tutto confermato. C’è anche un taglio da 50 milioni ai fondi per le assunzioni finalizzate alla sicurezza, oltre alla riduzione delle risorse per incrementare il numero degli ispettori nella lotta contro l’evasione fiscale, tra le coperture del decreto Imu che approderà alla Camera la prossima settimana. La scure si abbatte inoltre per 300 milioni sulle risorse destinate alla manutenzione della rete ferroviaria.
Fra tagli lineari ai ministeri e tagli selettivi per 675,8 milioni, complessivamente la contrazione per lo Stato centrale sfiorerà il miliardo.
Il governo mette il lucchetto ai conti: per evitare che si sfori il tetto del 3% nel rapporto Deficit/Pil, una clausola di salvaguardia prevede che eventuali falle nelle coperture, riscontrate dal monitoraggio del ministero dell’Economia, vengano saldate tramite aumenti degli acconti Ires e Irap, da emanare entro novembre.
L’attenzione al bilancio è giustificata. I dati del fabbisogno di agosto, diffusi ieri, segnalano un notevole scostamento rispetto a un anno fa: 9,2 miliardi rispetto ai 5,9 del 2012. Trimestre su trimestre il fabbisogno giugno-agosto 2013, pari a 3,9 miliardi, va confrontato con un avanzo di circa 1,6 miliardi dei tre mesi dello scorso anno.
Il ministero dell’Economia spiega che «il peggioramento riflette sia la diversa platea dei contribuenti interessati allo slittamento delle scadenze fiscali, sia un’accelerazione della dinamica dei prelievi delle amministrazione pubbliche, anche in relazione al pagamento dei debiti pregressi», oltre ai maggiori prelievi da parte degli enti previdenziali.
In particolare si registrano maggiori entrate fiscali dalla delega unica per circa 1,5 miliardi. A fronte però ci sono aumentati i tiraggi per circa 4 miliardi da parte degli enti esterni al settore statale, destinati per la gran parte al pagamento dei debiti pregressi, di cui 1,8 sono anticipazioni della Cassa depositi e prestiti a valere su fondi statali. Ci sono poi maggiori rimborsi fiscali per circa 500 milioni e il mancato gettito dell’incasso Imu sulla prima abitazione per circa 2,4 miliardi, in attesa che gli effetti delle coperture previste dal nuovo decreto Imu si verifichino tra novembre e dicembre prossimi.
La parte considerata aleatoria delle coperture del decreto Imu riguarda due voci: la prima è il maggior gettito Iva derivante da pagamenti della Pa alle imprese per ulteriori 7,2 miliardi rispetto ai 20 previsti nel 2013 (13 nel 2014). Il governo stima un incasso di 925 milioni.
L’altra voce considerata ipotetica è quella della sanatoria con aliquota al 25% per i gestori di slot condannati in primo grado dalla Corte dei Conti a pagare complessivamente 2,5 miliardi, che dovrebbe portare 600 milioni. Altri 300 milioni di copertura arrivano dalle «disponibilità dei conti bancari di gestione riferiti alle diverse componenti tariffarie intestati alla cassa conguaglio settore elettrico».
Quanto ai 250 milioni prelevati dal Fondo per l’occupazione, il premier Enrico Letta spiega che «quei soldi non sarebbero stati utilizzati quest’anno, sarebbero andati in economia», a causa delle «misure sulla produttività non ancora implementate».
Il decreto conferma che le case di villeggiatura non saranno sottoposte all’Irpef e che per ora l’Imu sui capannoni industriali non sarà deducibile dal reddito d’impresa.Il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, suggerisce di introdurre la deducibilità a gravare sulle case di lusso. Ma se ne parlerà con la legge di Stabilità, a ottobre.
Per garantire il pensionamento anticipato ad altri 6.500 esodati, il decreto stanzia 583 milioni tra 2014 e 2019, ma il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, contesta i conteggi della Ragioneria.

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