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Meno Fisco, più business in azienda «Ma i limiti monetari restano troppo bassi»

Quando il Fisco diventa amico. Prospettive di business rosee per le società specializzate nella gestione ed erogazione di servizi di welfare. Grazie alle novità introdotte dall’ultima legge di Stabilità, a partire dall’introduzione di criteri di defiscalizzazione a vantaggio sia dell’impresa sia del dipendente, le aziende interessate a potenziare o introdurre ex novo piani di welfare per la propria forza lavoro saranno infatti sempre di più. Anche perché le pmi, sino ad oggi poco propense a mettere in atto questi programmi, inizieranno a farlo in modo sempre più diffuso. A beneficiarne saranno le società che gestiscono in outsourcing questi servizi per le imprese.

Nuovi modelli

Una delle più importanti novità introdotte dall’ultima legge di Stabilità è il voucher per il pagamento dei servizi di welfare, una scelta che allinea l’Italia ad altre esperienze europee, come il Cesu francese, e che guarda soprattutto alle pmi. «Il welfare aziendale è stato sino ad oggi utilizzato in prevalenza dalla grandi aziende, perché richiedeva consulenze complesse e troppo onerose per le pmi — spiega Andrea Keller, amministratore delegato di Edenred Italia —. Il nuovo quadro normativo ha invece reso più semplice la realizzazione dei piani, introducendo oltretutto uno strumento, quello del voucher, che va incontro alle esigenze delle aziende più piccole per la sua semplicità e flessibilità di utilizzo». Il welfare pesa oggi per il 5% del fatturato di Edenred Italia, con un gestito di circa 50 milioni di euro. Nel giro di tre anni la società conta di arrivare ad una quota del 20% e a un gestito di 200 milioni.

PwC ha riconosciuto da tempo l’importanza strategica di queste politiche, applicandole innanzitutto all’interno della propria organizzazione. «È una componente fondamentale della nostra strategia di reclutamento e mantenimento dei talenti, in una logica di investimento di medio-lungo periodo sulle risorse umane — spiega Silvia Morera, partner PwC —. Accanto all’impegno verso i propri dipendenti, PwC offre sul mercato nuovi servizi integrati di consulenza finalizzati a supportare le imprese, particolarmente quelle di piccola-media dimensione, nella progettazione e implementazione di piani basati sull’analisi dei fabbisogni dei dipendenti, così come nel monitoraggio e nella valutazione del ritorno degli investimenti effettuati».

«Siamo molto soddisfatti della nuova legge, il cambio di marcia rispetto al passato è evidente — aggiunge Federico Isenburg, fondatore, ceo e azionista di maggioranza di Easy Welfare, società partecipata dal 2014 dai due fondi d’investimento Injection Capital e Italglobal Partners —. Le novità legislative stanno già contribuendo alla crescita del nostro giro d’affari: tante aziende guardano infatti con maggior interesse al welfare d’impresa».

DoubleYou ha deciso di puntare sulle nuove tecnologie e di proporre al mercato un portale che offre ai dipendenti un’esperienza di navigazione molto simile ad quella dell’ecommerce. Qui il datore di lavoro mette a disposizione degli importi monetari equivalenti a dei crediti, che i dipendenti possono spendere in benefit in aderenza all’impianto normativo introdotto dalla Legge di Stabilità. «Abbiamo curato in particolare l’interfaccia utente e il contatto diretto con il lavoratore, rendendo il welfare accessibile a tutti. Navigando nel nostro portale infatti — spiega Umberto Cassinari, fondatore di DoubleYou — ogni lavoratore può facilmente destreggiarsi tra le maglie della normativa fiscale, massimizzando il proprio premio di risultato».

Su misura

«Fare welfare in azienda non è però replicabile secondo cliché predefiniti — commenta Giovanni Scansani, amministratore unico e co-fondatore di Valore Welfare —. La consulenza non si deve infatti affidare a risposte preconfezionate, ma deve piuttosto puntare su soluzioni personalizzate, frutto della costruzione di una reale partnership con l’impresa e della conoscenza profonda del contesto aziendale e della sua cultura». Per questa ragione, aggiunge Antonio Manzoni, cofondatore della società, «è importante proporre programmi da costruire alla luce delle dimensione e della cultura della singola azienda, che siano concretamente attuabili». Il welfare, inoltre, non va considerato solo alla luce dei vantaggi fiscali e della convenienza retributiva. «Da quando abbiamo iniziato a occuparcene, lo abbiamo considerato uno strumento con cui l’impresa genera coinvolgimento delle sue persone, migliora le relazioni, innesca uno scambio di attenzione reciproca — spiega Alberto Perfumo, amministratore delegato di Eudaimon, società attiva nel comparto dal 2002 —. Il welfare conviene, ma ben di più di quanto vale il semplice risparmio fiscale e contributivo. Sarebbe un peccato, quindi, ridurlo solo a questo. Un’occasione persa. Di più, è un errore grave perché rischia di compromettere la relazione con i collaboratori, di raffreddarla e inaridirla. Va insomma nella direzione opposta a quella del coinvolgimento».

Andrea Salvadori

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