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Meno debiti, per Fiat tornano utile e dividendo

di Giacomo Ferrari

TORINO — E'l'ultimo bilancio di una Fiat che non c'è più. E Sergio Marchionne, che ha firmato il cambiamento, creando due società distinte, una per l'auto e l'altra per i rimanenti business industriali, per sottolineare l'evento ricorre alle citazioni letterarie. «La fine di 111 anni di solitudine. Due nuovi mondi rivisitati» titola infatti la presentazione agli analisti l'amministratore delegato del Lingotto, prendendo spunto da Gabriel Garcia Marquez e Aldous Huxley. Prima di iniziare la nuova strada, aggiunge, «è importante comprender e b e n e quanto otten u t o n e l 2010» . Ebbene, i conti della Fiat pre-scissione, che il consiglio di amministrazione aveva approvato in mattinata, hanno poco di letterario. Al contrario fotografano una realtà che, nonostante i guai del mercato auto in Europa, cresce e guadagna. Due in particolare i dati che caratterizzano il consuntivo 2010 e che vanno oltre le aspettative: 1) l'utile netto di esercizio di 600 milioni di euro (contro una perdita nel 2009, l'anno della crisi, di 848 milioni di euro); 2) l'indebitamento netto industriale quasi dimezzato, pari a 2,4 miliardi di euro rispetto ai 4,4 miliardi dell'anno precedente. I risultati, insomma, superano tutti i target, che peraltro erano già stati rivisti al rialzo a settembre. «Un bel modo di chiudere questo ciclo» , ha commentato con i membri del board il presidente John Elkann. I progressi riguardano un po'tutte le voci. I ricavi complessivi, per esempio, toccano quota 56,3 miliardi di euro e crescono del 12,3%, mentre l'utile della gestione ordinaria raddoppia (da 1,1 a 2,2 miliardi di euro) e aumenta anche la liquidità, che passa da 12,4 a 15,9 miliardi di euro. «Il livello massimo da quando sono in Fiat» , spiega Marchionne. Che a questo punto può guardare alla possibilità di esercitare la call option su Chrysler. Anche se, precisa lo stesso Marchionne agli analisti, è «prematuro» che l'operazione possa concludersi «a breve» . Queste cifre, però, appartengono ormai al passato. Anche se permettono di distribuire 152 milioni di dividendi (0,09 euro andranno alle azioni ordinarie, 0,31 euro a quelle privilegiate e di risparmio). Ora le società sono due. E'giusto dunque attribuirle a ciascuna delle nuove realtà societarie. Per quanto riguarda l'automotive ed i componenti (la Fiat spa) i ricavi sono stati pari a 35,9 miliardi (+9,8%): il calo delle vendite di auto in Europa a causa della fine degli eco-incentivi è stato compensato dalla crescita dei veicoli commerciali leggeri, da quella del mercato brasiliano e dai marchi sportivi (Ferrari e Maserati). Fiat Industrial, invece, ha registrato vendite per 21,3 miliardi (in crescita del 18,8%), derivanti soprattutto da Cnh, la società delle macchine agricole e movimento terra (per la quale, osserva Marchionne «è stato un anno straordinario» ) e in parte dalla ripresa di Iveco. Quanto alle previsioni per il 2011, per Fiat spa la crescita dei ricavi dovrebbe oscillare tra il 2 e il 3%e l'utile della gestione ordinaria tra un minimo di 900 milioni e un massimo di 1,2 miliardi di euro. Quanto a Fiat Industrial sono confermate le cifre indicate nel piano presentato in aprile: ricavi per circa 22 miliardi di euro e un utile della gestione ordinaria tra 1,2 e 1,4 milioni di euro. E a proposito di Fiat Industrial, a chi gli chiede conto di eventuali operazioni di acquisto o fusione nell'ambito delle società controllate, Marchionne risponde: «Al momento non c'è nulla, ma sarebbe sciocco escluderle in futuro» .

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