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Meno carte negli studi legali

di Antonio Ciccia 

Niente più Documento programmatico sulla sicurezza per gli studi legali. Anche i ricercatori in commissione d'esame per l'abilitazione alla professione forense. Sono queste alcune delle novità che toccano i legali contenute nella legge di conversione del decreto 5/2012, sulle semplificazioni, che dopo le modifiche del senato è tornato alla camera per la seconda lettura ed è stato approvato definitivamente ieri da Montecitorio (la pubblicazione in Gazzetta è attesa per venerdì). Il decreto incide anche su alcune specifiche materie relative a particolari giudizi. Per il processo amministrativo, ad esempio, si prevede la immediata notizia alla corte dei conti delle sentenze che accertano l'illegittimo silenzio della p.a. sulla istanza del privato; per il processo civile si introduce il benefici della preventiva escussione dell'appaltatore, opponibile dal committente chiamato a pagare il salario dei dipendenti dell'appaltatore stesso.

Peraltro altre misure di semplificazione, pur non essendo specifiche della professione forense, incideranno sull'organizzazione del lavoro degli studi dei professionisti: si pensi all'obbligo di pagamenti online con la pubblica amministrazione.

Dps. Viene abrogato l'obbligo di redigere e aggiornare un documento programmatico sulla sicurezza. Si tratta del documento che dovrebbe essere tenuto da ogni professionista. Nel Documento programmatico andavano indicate tutte le misure adottate o da adottare per il trattamento dei dati con elaboratori. L'obbligo in questione era tutelato anche da pesanti sanzioni amministrative e pecuniarie. L'abolizione del Dps non deve far dimenticare all'avvocato l'obbligo, comunque, da rispettare di conservare le informazioni contenute nei fascicoli con la dovuta attenzione. Se non vigono più le disposizioni specifiche sul Dps, non vengono, tuttavia, meno gli obblighi anche deontologici oltre che contrattuali di evitare che i dati dei propri clienti siano carpiti o manipolati. In altre parole se non c'è più l'obbligo del Dps, rimangono ferme le esigenze di sicurezza dei trattamenti dei dati personali. Tra l'altro rimangono fermi gli obblighi di informativa e di nomina di incaricati e responsabili, nonché l'obbligo di osservare il codice deontologico di categoria sulla protezione dei dati.

Esami avvocati. Il decreto sulle semplificazioni modifica la composizione della commissione per gli esami di avvocato. La commissione continuerà a essere composta da cinque membri, dei quali due sono avvocati, iscritti da almeno dodici anni all'albo degli avvocati; due sono magistrati, con qualifica non inferiore a magistrato di Corte di appello. Il quinto componente poteva essere professore ordinario o associato di materie giuridiche presso un'università o presso un istituto superiore. Il dl in esame aggiunge che il quinto componente può anche essere un ricercatore universitario, naturalmente di materie giuridiche.

Pagamenti online. Diventerà obbligatorio per gli enti pubblici pubblicare nei propri siti istituzionali e sulle richieste di pagamento i codici identificativi dell'utenza bancaria sulla quale i privati possono effettuare i pagamenti mediante bonifico.

Responsabilità erariale.

Il decreto semplificazioni aggiunge un'appendice ai giudizi che si svolgono davanti al giudice amministrativo in materia di silenzio dell'amministrazione. In prima battuta si tratta di una mera disposizione di rinvio al codice del processo amministrativo, inserita nella legge generale sul procedimento amministrativo (n. 241/1990): tutela in materia di silenzio dell'amministrazione è disciplinata dal codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. In secondo luogo si aggiunge che le sentenze passate in giudicato che accolgono il ricorso proposto avverso il silenzio inadempimento dell'amministrazione sono trasmesse, in via telematica, alla Corte dei conti. In sostanza ogni volta che viene accertata giudizialmente l'inerzia della pubblica amministrazione, necessariamente si deve attivare anche il giudice della responsabilità erariale, per verificare se non vi siano danni da rimborsare all'ente pubblico, e da porre conseguentemente a carico del funzionario negligente.

Appalti e responsabilità appaltatore.

Viene istituita la Banca dati nazionale dei contratti pubblici per la verifica requisiti generali, tecnico-organizzativi ed economico-finanziari dei concorrenti alle gare pubbliche.

Dal 1° gennaio 2013, dunque, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per la partecipazione alle procedure disciplinate dal Codice degli appalti pubblici deve essere acquisita presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (e non essere richiesta tutte le volte ai singoli concorrenti.

Il decreto prescrive, infatti, che le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori devono verificare il possesso dei requisiti esclusivamente tramite la Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Se la disciplina di gara richiede il possesso di requisiti economico finanziari o tecnico organizzativi diversi da quelli di cui è prevista l'inclusione nella Banca dati ai sensi del comma 2, il possesso di tali requisiti è verificato dalle stazioni appaltanti mediante l'applicazione delle disposizioni previste dal codice dei contratti.

Altra novità riguarda il Durc: in materia di lavori pubblici le amministrazioni pubbliche dovranno acquisire d'ufficio il documento unico di regolarità contributiva. Ancora una modifica di rilievo concerne la responsabilità solidale di committenti e appaltatori per i salari dei lavoratori.

Viene modificato l'articolo 29 del decreto legislativo 276/2003. La disposizione, come modificata, prevede che in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto. Quindi dello stipendio del dipendente dell'appaltatore risponde anche il committente (e fin qui siamo sostanzialmente all'impianto originario dell'articolo 29 citato). Il decreto introduce la novità del beneficio della preventiva escussione dell'appaltatore: se convenuto in giudizio per il pagamento unitamente all'appaltatore, il committente imprenditore o datore di lavoro può eccepire, nella prima difesa, il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell'appaltatore medesimo.

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