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Meno aiuti alle grandi aziende

Si restringono gli aiuti per le grandi imprese, saranno privilegiati aiuti rimborsabili e prestiti agevolati, sarà necessario fornire elementi che provino la necessità dell’aiuto. Queste sono alcune delle principali caratteristiche dei nuovi Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità regionale 2014-2020 approvati dalla Commissione europea e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 23 luglio scorso. Si tratta del regolamento che disciplina gli aiuti a finalità regionale per la prossima programmazione, cioè gli aiuti che mirano essenzialmente a ridurre il divario di sviluppo tra le diverse regioni dell’Unione europea e, perseguendo l’obiettivo di equità o di coesione, possono contribuire alla realizzazione della strategia Europa 2020 conseguendo una crescita inclusiva e sostenibile. Spicca anche l’ufficialità del rientro della Basilicata tra le aree maggiormente svantaggiate, che si andrà ad aggiungere alle quattro regioni dell’attuale programmazione: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. L’applicazione dei nuovi orientamenti slitta però al 1° luglio 2014, pertanto gli attuali orientamenti sono stati prorogati di sei mesi.

Privilegiati i prestiti agevolati rispetto al fondo perduto. Gli orientamenti 2014-2020 prevedono che gli aiuti a finalità regionale possano essere concessi sotto diverse forme, ma lo stato membro è tenuto a garantire che la forma in cui viene concesso l’aiuto sia la meno suscettibile di generare distorsioni degli scambi e della concorrenza. Quindi, se l’aiuto è concesso in forme dirette quali fondo perduto, esenzioni o riduzioni fiscali, lo stato membro è tenuto a dimostrare perché ritiene che altre tipologie di aiuto, per esempio nella forma di anticipi rimborsabili o basate su strumenti di debito o rappresentativi di capitale, non siano appropriate. Pertanto, nell’ambito degli aiuti a finalità regionale, non sarà possibile scegliere liberamente di distribuire risorse tramite contributi a fondo perduto a meno che non si riesca a provare la convenienza di tale scelta rispetto a forme di prestito agevolato.

Grandi imprese, si riducono le possibilità. Calano gli aiuti per le grandi imprese. Il nuovo regolamento, partendo dal presupposto che gli aiuti a finalità regionale a favore degli investimenti di grandi imprese comportano difficilmente un effetto di incentivazione, prevede che le grandi imprese, nelle aree svantaggiate al di fuori delle regioni Convergenza (aree C), potranno beneficiare di aiuti solo per investimenti iniziali finalizzati alla creazione di nuove attività economiche nelle zone interessate o alla diversificazione degli stabilimenti esistenti in nuovi prodotti o in nuove innovazioni nei processi. Stop quindi agli aiuti, ad esempio, per l’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente come invece è possibile nell’attuale programmazione.

Aiuti alle struttura di ricerca e sviluppo solo se aperte all’esterno. Gli aiuti a finalità regionale agli investimenti a favore delle infrastrutture di ricerca saranno ammissibili solo se, oltre al rispetto delle condizioni generali, la concessione dell’aiuto sarà subordinata alla garanzia di un accesso trasparente e non discriminatorio all’infrastruttura. Pertanto, le strutture di ricerca dovranno dimostrare di essere aperte all’esterno e di non applicare discriminazioni nell’accesso.

Restrizioni per gli aiuti al funzionamento. Gli aiuti al funzionamento sostengono le imprese per ciò che riguarda le spese correnti. Il nuovo regolamento li classifica come incompatibili, a meno che non siano concessi per compensare svantaggi specifici o permanenti riscontrati dalle imprese nelle regioni svantaggiate. Gli aiuti al funzionamento possono essere considerati compatibili se sono destinati a ridurre alcune difficoltà specifiche incontrate dalle pmi in zone particolarmente svantaggiate o ridurre lo spopolamento nelle zone a bassissima densità demografica.

Avvio dei lavori solo dopo la domanda. I lavori relativi agli investimenti possono iniziare solo dopo la presentazione della domanda di aiuto, pena l’inammissibilità della stessa. Tramite la domanda, oltre a esporre il progetto, le pmi e le grandi imprese devono spiegare cosa sarebbe successo se non avessero beneficiato dell’aiuto. Inoltre, le grandi imprese devono fornire documenti giustificativi a sostegno dello scenario controfattuale descritto nella domanda, mentre le pmi non sono soggette a tale obbligo.

Limitazioni in caso di diversificazione o cambio di produzione. Per quanto riguarda gli aiuti concessi per un cambiamento fondamentale della produzione, i costi ammissibili devono superare l’ammortamento degli attivi relativi all’attività da modernizzare durante i tre esercizi finanziari precedenti. Per gli aiuti concessi a favore della diversificazione di uno stabilimento esistente, invece, i costi ammissibili devono superare almeno del 200% il valore contabile degli attivi che vengono riutilizzati, registrato nell’esercizio finanziario precedente l’avvio dei lavori. Pertanto, le imprese sono tenute a verificare questi rapporti prima di accedere all’aiuto.

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