Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mef: «Entrate in crescita, ora forte rimbalzo» Ma c’è il rischio conti se il Pil crolla oltre il 9%

Una caduta ampiamente prevista ma peggiore di quanto ipotizzato a fine luglio. La discesa in picchiata del Pil a quota -12,8% nel secondo trimestre registrata dall’Istat, la più accentuata dal 1995, con un peggioramento rispetto alle stime preliminari di un mese fa dello 0,4% su base tendenziale (si è scesi da -17,3% a -17,4%) e anche a livello congiunturale (la precedente previsione sul trimestre precedente indicava -12,4%) suona come un campanello d’allarme per i conti pubblici a meno di 30 giorni dalla presentazione della Nota di aggiornamento al Def, attesa per il 27 settembre. Ma al ministero dell’Economia resta intatta la convinzione che il quadro che sarà tratteggiato alla fine del mese si rivelerà meno preoccupante di quello prospettato nelle scorse settimane da Upb (-9%), Bankitalia (-9,5%), Commissione Ue (-11,2%) e Fmi (-12,8%). E i dati provvisori degli incassi fiscali acquisiti dal Mef il 20 agosto e diffusi ieri, che registrano una crescita del 9% delle entrate versate dai contribuenti in autoliquidazione rispetto allo stesso mese del 2019, vengono considerati dal ministro Roberto Gualtieri un ulteriore, importante indizio per «auspicare un forte rimbalzo del Pil nel terzo trimestre», già evocato dallo stesso titolare del ministero di via XX settembre nei giorni scorsi al Meeting di Rimini. Un risultato dovuto all’andamento di Irpef e Ires, in crescita del 3,3% e del 4,8% rispetto allo scorso anno, mentre l’Irap ha mostrato la prevista flessione del 49% a causa dello stop del saldo 2019 della prima rata dell’acconto 2020 per le imprese con fatturato non superiore a 250 milioni scattato con il decreto Maggio. Ma a rendere fiducioso Gualtieri sono anche i consumi interni delle famiglie che «nei mesi di luglio e agosto si sono riavvicinati ai livelli pre-crisi, anche oltrepassandoli in alcune componenti ad agosto» e gli ordinativi e le aspettative delle imprese che, «pur rimanendo inferiori al normale, sono ulteriormente saliti nel bimestre».

Il forte rimbalzo del Pil auspicato dal Mef consentirebbe a Gualtieri, nel disegnare il nuovo quadro programmatico chiamato a fare da cornice alla prossima legge di bilancio attesa entro il 20 ottobre, di non allontanarsi troppo dalle previsioni del Def di aprile che indicavano una frenata dell’8%. L’obiettivo è chiaramente quello di non avvicinarsi eccessivamente, e comunque possibilmente non superare, quota -9%. Anche perché in caso contrario sarebbe di fatto impossibile arginare un ulteriore aumento del deficit e del debito pubblico, che già ora, sulla base del vecchio tendenziale, viaggiano all’11,9% e al 157,6%. E una nuova impennata del deficit renderebbe ancora più complicata la costruzione della manovra autunnale.

Sulla legge di bilancio, che parte,al momento da 25-28 miliardi , grava già l’incognita delle risorse da trovare per coprire la riforma fiscale annunciata dal Governo anche per provare a dare una boccata d’ossigeno al ceto medio. Per recuperare i 10-15 miliardi necessari non si potrà però attingere dalla gamma di aiuti Ue (Mes compreso). Non sarà quindi utilizzabile per questo fine neppure il pre-finanziamento da 20 miliardi del Recovery fund (il 10% dei 209 miliardi complessivamente previsti per il nostro Paese) che, come ha confermato ieri la Commissione Ue, potrà essere disponibile già dal 2021 con l’ok di Bruxelles al nostro piano di riforme da mettere nero su bianco entro metà ottobre. Questi fondi saranno gestiti dal Governo parallelamente a quelli della legge di bilancio, nell’ambito di uno stesso pacchetto allargato. Con l’acesso ai prestiti Sure il Governo potrà poi ricollocare almeno una fetta delle spese già impegnate per il capitolo lavoro con i decreti varati dall’inizio della crisi. Ma anche lo Sure, così come eventualmente il Mes, avranno un impatto sul disavanzo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa