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Il Mef colloca 16 miliardi di BTp Boom di domanda, ma tassi alti

Tre numeri oversize danno il senso della prima fra le emissioni sindacate previste dall’aggiornamento della strategia del Tesoro per rispondere alla crisi del Coronavirus: 16 miliardi di titoli collocati, a fronte di una super-domanda da 110 miliardi. Ma con rendimenti, e qui arriva il controcanto dolente, in risalita fino al 3,129% del titolo trentennale.

I tre dati sono ovviamente intrecciati. Perché il debutto operativo dei nuovi indirizzi annunciati la scorsa settimana da Via XX Settembre è arrivato in un contesto difficile. La vigilia del consiglio europeo che non si annuncia decisivo per l’avvio delle contromisure comunitarie alla caduta dell’economia è stata accompagnata dai listini in caduta trascinati al ribasso dal petrolio finito per la prima volta in territorio negativo.

In questo scenario, il Tesoro si è trovato a collocare un nuovo Btp a 5 anni, che avrà un rendimento lordo dell’1,928% e un tasso annuo dell’1,85% pagato in due cedole semestrali. E accanto al quinquennale alla sua prima uscita è arrivata una riapertura del Btp benchmark a 30 anni, che porta una cedola del 2,45% ma è stato collocato ieri con un rendimento lordo del 3,129%. I 16 miliardi raccolti ieri sono divisi fra 10 miliardi per il titolo a cinque anni e sei miliardi per quello a 30. I risultati sono andati «ben oltre le attese su entrambe le linee», commenta al Sole 24 Ore il dg del Debito pubblico Davide Iacovoni, in un bilancio favorito anche da «una partecipazione estera importante: il 78% del titolo a cinque anni e l’85% del trentennale sono stati collocati oltreconfine». In questo contesto l’aumento dei tassi c’è stato ma, sottolinea Iacovoni, va letto nel «contesto di mercato reso difficile anche dalla flessione dei listini azionari» spinti dall’effetto petrolio. Il tutto in una settimana densa di appuntamenti, cadenzata dal consiglio dei ministri di oggi con la richiesta al Parlamento del nuovo deficit, dall’Eurosummit di giovedì e dal rating di Standard&Poor’s atteso per venerdì sera.

Il collocamento sindacato è stato affidato a un gruppo di istituti «specialisti» nei titoli di Stato italiani formato da Banca Imi, Bofa, Deutsche Bank, Jp Morgan, Nomura e Société Générale.

Il bilancio della prima operazione è importante, anche se non è sufficiente da solo a dare indicazioni certe sulle prossime operazioni, che in un contesto così volatile dovranno guardare di volta in volta alla situazione di mercato e alle modalità più efficaci per distribuire l’offerta sulle varie parti della curva. Quel che è certo è che a Via XX Settembre da questo debutto traggono l’indicazione a proseguire sulla strada protetta dagli argini previsti dalle nuove linee guida.

Perché a oggi l’argine più forte resta ovviamente quello rappresentato dal programma straordinario di acquisti della Banca centrale europea. Che da solo però non basta. Per ragioni di fabbisogno, in crescita repentina insieme al valore delle misure anticrisi che il governo sta puntando a mettere in campo, e soprattutto perché il sostegno di Francoforte non può essere eterno (Sole 24 Ore di ieri). E al Tesoro si ragiona inevitabilmente anche sui tempi lunghi.

In questo contesto il collocamento sindacato,che poggia sul confronto preventivo con gli acquirenti e quindi incontra una domanda per certi versi pre-confezionata, è sicuramente una leva importante. L’ampliamento del suo utilizzo avviene in due modi: possibili collocamenti più ampi rispetto a quelli effettuati fin qui, e l’utilizzo di questa formula anche per le riaperture di titoli già emessi, come avvenuto ieri per il trentennale. Proprio sulle riaperture, l’intenzione del Tesoro è quella di derogare ai limiti che fino a marzo avevano fissato al 30% per le prime tranche e a 15-20% per le successive le quote da riservare agli specialisti.

L’altro fronte è quello del retail, che sarà battuto a partire dal prossimo 16 maggio con il Btp Italia prima di mettere mano ai nuovi strumenti tagliati su misura per i piccoli investitori. Da collocare in maniera serrata, più volte nell’anno.

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