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Mediolanum rafforza il vertice

Mediolanum rafforza la governance, anche in vista della trasformazione della capogruppo in società bancaria. Il vice presidente di Mediolanum e amministratore delegato di Banca Mediolanum, Massimo Doris, ha chiamato al proprio fianco Gianluca Bosisio con il ruolo di direttore generale di Banca Mediolanum. «Stiamo discutendo con Bankitalia le eventuali modifiche da realizzare, anche in termini di governance, dopo avere richiesto all’istituto centrale l’iscrizione all’albo dei gruppi bancari», – ha spiegato ieri Massimo Doris, che da metà giugno sarà anche il nuovo volto nelle campagne pubblicitarie. «Ho iniziato a occuparmi di Banca Mediolanum dal 2008 e le cose sono andate molto bene – ha sottolineato l’imprenditore – l’istituto ha sempre fatto profitti. Solo il 2011 è stato un anno particolarmente difficile ma anche in quell’occasione siamo riusciti a chiudere in utile, sebbene fortemente ridotto. Nel frattempo il personale ha superato i 2mila dipendenti. Così ho sentito l’esigenza di avere una persona al mio fianco». 
In un contesto competitivo complesso, la raccolta del gruppo sta comunque andando bene e i profitti del 2014 dovrebbero essere in linea con quelli del 2013. Molti i dossier aperti su cui sta lavorando il management, fra cui la possibile cessione della quota in Banca Esperia. «La partecipazione del 50% in Banca Esperia era considerata strategica qualche anno fa, adesso non lo è più. Siamo pronti a vendere, ma per noi la quota vale almeno 180 milioni di euro», ha detto Doris. «Per adesso non c’è niente, ma in prospettiva potrebbe interessare a banche straniere pronte a entrare in Italia – ha aggiunto – del resto comprare la quota di una realtà che ha circa 15 miliardi di asset di gestione è un bel modo per mettere piede nel nostro paese». L’altro passaggio chiave per il gruppo è la richiesta a Bankitalia di iscrizione all’albo dei gruppi bancari. «Entro 60 giorni indicheremo cosa intendiamo fare – ha dichiarato Doris – poi abbiamo chiesto un anno per realizzare le eventuali modifiche». Sotto la lente di Bankitalia c’è anche la posizione di Fininvest, che detiene il 30% del gruppo Mediolanum. «La precedente normativa vietava ai gruppi industriali di avere partecipazioni nei gruppi bancari – ha spiegato Doris – ma la legge è cambiata tre, quattro anni fa e quindi non dovrebbero esserci problemi».
In termini di richieste patrimoniali, invece, Mediolanum non sarà chiamata a rafforzare il proprio capitale. «Il nostro Core Tier 1, che a fine 2013 era attorno al 14%, dopo la trasformazione in banca scenderà al 12% e quindi rispetterà i parametri imposti alle banche – ha spiegato – anzi siccome prevediamo di fare utili e di distribuirne solamente il 50%, riteniamo che in tempi brevi il nostro Core tier 1 risalirà al 14%».
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