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Mediobanca,utili boom ora più retail e acquisizioni

MILANO – Nel futuro di Mediobanca ci saranno sempre più attività retail e di asset management (anche con possibile shopping, soprattutto all’estero, nell’alternative asset management, dopo l’acquisizione di Cairn capital ) e sempre meno partecipazioni, che assorbono tanto capitale. Mentre si avvia a compimento il vecchio piano industriale (al 30 giugno 2016) si intravvedono le linee guida del prossimo. Ieri Alberto Nagel, nell’assemblea di approvazione del bilancio annuale al 30 giugno scorso, si è limitato a ricordare che il prossimo piano partirà da «uno scenario di mercato diverso e da un’allocazione di capitale diverso». Ma la direzione della banca è chiara e si è visto anche dai risultati del primo trimestre dell’anno fiscale 2015-2016, il migliore degli ultimi cinque anni (e con attese per risultati in crescita per l’intero esercizio). Il primo trimestre si è chiuso con un utile netto pari a 244,3 milioni di euro, in rialzo del 53% rispetto a un anno fa. Un risultato premiato a Piazza Affari (+1,48%) e ottenuto grazie all’apporto della quota Pirelli in Opa (che ha generato utili per 88 milioni) e all’ottima performance di Compass (credito al consumo) in rialzo del 42% rispetto ad un anno fa. Anche Che banca ha raggiunto per la prima volta un utile, seppur simbolico (2,2 milioni). Il risultato operativo (195 milioni) è invece in calo rispetto all’anno scorso (220 milioni): la volatilità dei mercati nel periodo considerato ha ridotto i ricavi (-33%) dell’attività di corporate e investment banking, che ha visto dimezzarsi le commissioni per il minor contributo di operazioni di capital market.
Continua il dimagrimento del portafoglio partecipazioni: dal giugno 2013 sono state ceduti pacchetti per 1,3 miliardi, con plusvalenze per 450 milioni. Confermato l’obiettivo di 2 miliardi di cessioni entro fine piano. Compresa, ha confermato Nagel, la quota del 3% di Generali. Una vendita (o uno scambio di asset) che verrà fatta il più in là possibile, ha spiegato Nagel, perché dal Leone di Trieste guidato da Mario Greco l’ad di Mediobanca si aspetta buoni risultati, da sfruttare al massimo.
Anche pensando a casa propria, Nagel non ha escluso un miglioramento della politica di dividendi (ora viene distribuito il 40% dell’utile). A condizione che «vengano confermati gli andamenti positivi nei prossimi trimestri» e tenendo presente che occorre «essere prudenti» pensando alle crescenti richieste di capitale. L’assemblea ha anche approvato le modifiche di Statuto, con i cambiamenti nella governance in ottemperanza alle direttive di Bankitalia (tra l’altro cda più snello, più peso alle minoranze in consiglio e la riformulazione dei Comitati). Già eletti i nuovi Comitati e in quello Nomine è entrata Marie Bolloré. Infine il consolidamento tra popolari: Nagel si aspetta un’accelerazione nei prossimi sei mesi.
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