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Mediobanca, vince la lista del cda. Ad Assogestioni i voti di Del Vecchio

Nuovo consiglio, in continuità, per Mediobanca: tutto come prima con l’eccezione di due consiglieri espressione diretta di azionisti sostituiti con indipendenti. La lista presentata per la prima volta dal consiglio uscente ha ottenuto il voto del 44,16% del capitale, pari al 67,6% del capitale presente (65,35%), a prova di minoranza di blocco anche nelle assemblee straordinarie. La lista – che implicitamente riconferma l’assetto di vertice con il presidente Renato Pagliaro, l’ad Alberto Nagel e il direttore generale Saverio Vinci – si aggiudica così i 13 posti di maggioranza. Assogestioni, che ha riproposto i due consiglieri di minoranza uscenti, ha avuto il sostegno del 19,06% del capitale, pari al 29,17% del capitale presente, raccogliendo anche il voto della Delfin di Leonardo Del Vecchio che non ha arrotondato la sua quota rispetto al 10,162% comunicato a inizio mese. Restano fuori dal board i candidati presentati dal fondo attivista Bluebell che, oltre alle azioni depositate con la Novator del magnate islandese Thor Bjorgolfsson, ha convinto solo un altro 0,5% di capitale ottenendo in tutto i voti dell’1,69% del capitale.

In sostanza il management di Mediobanca porta a casa la promozione piena del mercato, che in Piazzetta Cuccia è ormai stabilmente da anni il primo azionista nel suo complesso: 32% il capitale istituzionale all’assemblea di ieri tenutasi a porte chiuse con il rappresentante designato, l’avvocato Dario Trevisan. I fondi si sono comportati come di prassi in presenza di una public company, votando per i due terzi la lista del consiglio e per un terzo quella di categoria. Mediobanca in realtà non è proprio una public company, avendo un patto di consultazione che riunisce soci storici col 12,6% del capitale e un primo singolo azionista, Del Vecchio, che però non ha chiesto di entrare nel club, nè ha bussato per entrare in consiglio e con la Bce si è qualificato come “investitore finanziario” e come tale ha optato per la lista Assogestioni. Se avesse votato per Bluebell, Delfin avrebbe permesso a due dei suoi quattro candidati di entrare in cda, ma, senza il seguito del mercato, sarebbe stato forse un problema spiegare la scelta di appoggiare un’iniziativa attivista.

Fatto sta che Del Vecchio ha deciso di restare coerente con la sua posizione di non interferenza, che non vuol dire annullare qualsiasi accenno critico. Tant’è che Delfin ha evitato di votare le modifiche statutarie che prevedono la presenza di tre manager del gruppo in consiglio, si è astenuta sul punto riguardante la delega all’aumento di capitale fino a un massimo di 80 milioni di azioni riservato a investitori professionali, ha votato contro i compensi corrisposti (dato di consuntivo), ma a favore della politica di remunerazione per il futuro. Sulla nomina dei componenti del collegio sindacale Delfin ha votato per la lista di Assogestioni che così, risultata maggioritaria, perde la presidenza a favore del capolista del patto (Francesco Di Carlo). Una posizione articolata, insomma, quella di Del Vecchio che secondo Giuseppe Bivona, partner di Bluebell, è un atto di «sfiducia» verso la gestione di Piazzetta Cuccia. «Certamente – ha dichiarato – siamo disappointed per la mancata nomina dei consiglieri che abbiamo proposto, ma il risultato vero di questa assemblea non è tanto che Delfin abbia votato per Assogestioni piuttosto che per noi, ma che per la prima volta nella storia di Mediobanca il principale azionista ha votato contro la lista di maggioranza e contro l’attuale management». Nessun commento a riguardo da parte di Delfin e Del Vecchio. Il dato di fatto è che comunque la lista del consiglio ha ottenuto un gradimento tra gli istituzionali molto più alto di quando a presentare la lista di maggioranza era il patto di sindacato. Del 44,16% che ha sostenuto la lista più della metà è arrivata dai fondi. I soci stabili infatti – 12,6% il patto, 5,6% Bollorè, 1,96% Unipol – superano di poco il 20%. Segno che – come indicato anche dai proxy advisor dei fondi Iss e Glass Lewis – strategie e risultati della banca sono stati premianti.

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