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Mediobanca, via al piano strategico

Con un consiglio di circa tre ore è partito ieri in Mediobanca il «cantiere» per l’elaborazione del nuovo piano strategico o, come è stato indicato nell’ordine del giorno, è stata avviata la business review. I lavori dovrebbero concludersi verso la metà dell’anno prossimo.
Il punto d’inizio è stato trattato lungamente ieri. L’amministratore delegato Alberto Nagel ha tenuta una sorta di relazione introduttiva concentrata sul «core business» di Mediobanca, l’attività di banca d’affari, «la sua vera, grande ricchezza» come ha indicato alle agenzie un consigliere uscendo dall’istituto. Un primo incontro definito dai partecipanti «positivo e proficuo» per porre le basi del piano strategico appunto sulla parte banking, tenendo conto di contesto economico e finanziario a dir poco difficile e che ancora non offre visibilità su una possibile stabilizzazione.
Per business review non si intende dunque il cambio del modello Mediobanca, che nella parte «core» comprende in sostanza advisory e finanziamenti, bensì un suo rafforzamento tenendo conto, oltre che dello scenario «macro» e finanziario, anche quello in evoluzione della regolamentazione. In estrema sintesi il modello attuale dell’istituto è considerato pienamente funzionante ma sarà necessario fare una ricognizione sulle fonti di reddito per spingere verso una stabilizzazione dei ricavi e una maggiore redditività, anche grazie a un’attenzione crescente a costi e rischi.
In questo contesto per quanto riguarda la rete estera, che in pochi anni è arrivata a produrre circa un quarto dei ricavi della divisione «corporate investment banking» dell’istituto, la direzione appare anzitutto quella di un rafforzamento delle sedi già esistenti. Per il momento non si è parlato di un’estensione del network attuale (Parigi, Londra, Madrid e Francoforte, più la Turchia, in attesa dell’ok Bankitalia) creato con una logica di start up, cioè con nuove aperture e non per acquisizioni.
Ieri non si è invece parlato di partecipazioni, il cui tema sarà sul tavolo probabilmente già nella prossima riunione di consiglio sul piano (quella già prevista in dicembre sarà dedicata al preconsuntivo del secondo trimestre dell’esercizio 2012-2013), che si terrà nei primi mesi del 2013. Se Nagel ha già sottolineato la necessità di una riduzione dell’esposizione azionaria anche per rendere più stabili i risultati di gruppo, in Piazzetta Cuccia per definire il nuovo masterplan non è secondario conoscere quali indicazioni perverranno dalla strategic review in corso alle Generali, la principale partecipazione in portafoglio (pari al 13,24%) che oggi «vale» oltre il 65% della capitalizzazione dell’istituto, e che sarà completata in gennaio: è attesa una ripresa di valore delle azioni del Leone in relazione al cambio di management, con l’arrivo alla guida di Mario Greco, e quindi al nuovo piano industriale.

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