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Mediobanca, utili a 244 milioni. Sì dei fondi al nuovo statuto

Primo trimestre record per Mediobanca, che ieri in assemblea ha approvato il nuovo statuto, e quindi la nuova governance, con l’adesione compatta dei fondi internazionali. Il risultato dei primi tre mesi, pari a 244 milioni in aumento del 53% grazie allo sviluppo del 13% del margine d’interesse e alla plusvalenza di 88 milioni incassata con l’apporto all’Opa della quota in Pirelli, rappresenta il migliore degli ultimi cinque anni. «Ci aspettiamo un utile in crescita rispetto all’anno passato», ha detto l’amministratore delegato Alberto Nagel, che ha anche indicato come «ipotizzabile» un aumento del dividendo. Di rilievo nel periodo il primo utile (2 milioni) di Chebanca! raggiunto in anticipo rispetto all’attesa per il 2016, e il boom dei profitti di Compass (da 28 a 40 milioni) che si conferma motore di crescita per il gruppo.
La cessione della quota in Pirelli, realizzata anche in considerazioni del fattore prezzo e dei cambi di perimetro e azionariato della società, è stata decisa in «rispetto» del piano triennale approvato nel giugno 2013: dal suo avvio l’istituto ha ceduto partecipazioni per 1,3 miliardi con plusvalenze pari a 450 milioni. Il portafoglio equity ha oggi un valore di mercato di 4,4 miliardi, per 3,5 riferito al 13% in Generali. Nagel, che ha sottolineato la propensione a confermare il vertice della compagnia, ha ribadito che il 3% del Leone sarà ceduto a fine piano con varie opzioni, compreso lo scambio con asset. L’abbandono del ruolo di holding ha consentito di dirigere risorse al core business anche effettuando investimenti mirati. Nagel ha confermato che dopo l’inglese Cairn ci saranno altre acquisizioni nell’alternative asset management, dove l’istituto vuole crescere.
L’assemblea di ieri ha rappresentato un punto di svolta per la banca con il sì con il 99,9% dei voti al cambio di statuto e governance: il numero massimo di consiglieri scende da 23 a 15, i posti per le liste di minoranza aumentano a due, i top manager del gruppo in consiglio passano da cinque a tre, il comitato esecutivo sarà facoltativo, il presidente non avrà ruolo operativo e parteciperà su invito all’esecutivo. Il nuovo statuto entrerà in vigore con il rinnovo del board nel 2017, ma ieri sono stati adeguati i comitati: in particolare dall’esecutivo esce il presidente della banca Renato Pagliaro e ne assume la presidenza Nagel.
Il voto in assemblea ha segnato un dato «storico» nella presenza e adesione dei fondi internazionali. Nagel ha sottolineato che la quota nel capitale degli investitori istituzionali è passata «dal 20% di due anni fa al 40% di quest’anno. Questo fa il paio con la coerenza nella strategia e la chiarezza, oltre che con i risultati». Ieri hanno partecipato all’assise fondi, quasi tutti esteri, per il 24-25% del capitale sociale, rappresentati dallo studio Trevisan. Il voto è stato compatto, pressoché unanime, a favore delle riforme statutarie e anche della politica di remunerazione, che spesso raccoglie rilievi critici dal mercato.

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