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Mediobanca, utile a 552 milioni: pronti all’impatto della crisi

È in linea con le attese l’utile di Mediobanca nei nove mesi dell’esercizio 2018-2019: 552 milioni di euro l’utile netto, con un calo del 12% e dimezzato nel solo terzo trimestre (-52% a 84,6 milioni). Anche per Piazzetta Cuccia — che ha un business diversificato tra investment banking, gestione del risparmio, credito al consumo e partecipazioni (Generali) — l’effetto Covid-19 si è fatto sentire; ma la banca ha confermato il piano industriale al 2023 pur «sospendendo» la politica sui dividendi, per la quale si riparlerà a luglio quando il quadro sarà più definito. «Mediobanca vuole continuare a crescere anche durante la crisi ed è pronta a assorbire lo shock senza che questo intacchi la possibilità di remunerare i nostri azionisti», ha detto l’amministratore delegato Alberto Nagel, «ovviamente in coerenza con le indicazioni che verranno fornite dalle autorità di vigilanza». Intanto per il dividendo sono stati già accantonati 0,27 centesimi ad azione.

I ricavi sono ammontati a 1,9 miliardi (+1%). Il margine di interesse è stato di 1,08 miliardi (+3%), mentre le commissioni si sono attestate a 487 milioni (+6%), grazie soprattutto alla spinta del wealth management che oggi pesa per un quarto dei ricavi e metà delle commissioni di gruppo. Anche nel terzo trimestre sono state raccolte masse per 1,3 miliardi nonostante la crisi per Coronavirus. E restano elevate redditività (rote del 10%), dotazione di capitale (Cet1 quasi al 14%, sei punti sopra il livello Srep chiesto dalla Bce) ed efficienza operativa (cost/income al 46,7%). Anche in caso di un impatto pesante dei crediti deteriorati, con il raddoppio del costo del credito, il Cet1 salirà al 15% nel 2021 prima del dividendo. Oggi gli npl lordi sono il 3,8% degli impieghi.

«Assolutamente soddisfatto» dei risultati è Massimo Doris, ceo di Mediolanum, azionista al 3,43% di Mediobanca. Circa il confronto con il primo socio Leonardo Del Vecchio, «non ci sono novità», ha tagliato corto Nagel. A ottobre ci sarà il rinnovo del consiglio e ci sarà la lista proposta dal board uscente, entro settembre.

Intanto, per dare una mano a fronteggiare l’emergenza Covid-19, Nagel, il presidente Renato Pagliaro, e il dg Francesco Saverio Vinci hanno rinunciato al 30% del compenso fisso da donare a «iniziative solidali», e i consiglieri e i sindaci al 20% dei compensi.

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