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Mediobanca, Unicredit muove sul patto

di Sergio Bocconi

MILANO— Entra nel vivo la partita per il rinnovo del patto di Mediobanca. Il consiglio di Unicredit, maggior socio con l’ 8,6%del capitale, ha dato mandato al presidente Dieter Rampl e all’amministratore delegato Federico Ghizzoni per «iniziare e, possibilmente, finalizzare le discussioni» sull’accordo parasociale di Piazzetta Cuccia. Lo ha detto ieri Ghizzoni precisando che sul tema nel board c’è stato solo questo «passaggio formale» : «Un passaggio dovuto in base alla nostra governance» . Durante la riunione «non si è parlato di nuovi contenuti del patto, ammesso che ce ne siano, perché dobbiamo ancora discuterne. È solo stato dato mandato di negoziare con Mediobanca e gli altri azionisti» . Ghizzoni non ha voluto fornire altri dettagli. Ha solo sottolineato che da parte di Unicredit «non c’è alcun cambiamento previsto» sulla quota detenuta e vincolata nel patto. E ha aggiunto che ancora non si è discusso dell’altra scadenza che riguarda Mediobanca, cioè del rinnovo del board che scade con l’assemblea di fine ottobre. Il primo appuntamento è per il 22 luglio. In calendario ci sono consiglio, direttivo e assemblea del patto di Piazzetta Cuccia. All’ordine del giorno ci sono alcune modifiche statutarie, per lo più relative al collegio sindacale, per allinearsi a disposizioni regolamentari. Si tratta di variazioni «tecniche» , ma poiché il consiglio successivo della banca d’affari è in calendario nella seconda metà di settembre, sarà con ogni probabilità lo stesso board del 22 luglio a convocare l’assemblea straordinaria che si terrà nello stesso giorno dell’ordinaria, il 28 ottobre. È dunque altrettanto probabile che il patto decida sempre a fine mese anche sulle altre modifiche statutarie relative alla governance della banca, la cui struttura è prevista nell’accordo parasociale. I punti principali che potrebbero essere oggetto della maggiore attenzione e che secondo indiscrezioni farebbero parte di una prima "sintesi"di Unicredit, da sviluppare e condividere con il management e gli altri soci, riguarderebbero alcuni comitati e in particolare quello nomine, e il numero dei consiglieri indipendenti. Il comitato che fondamentalmente decide sulle nomine nelle assemblee delle partecipazioni strategiche (Generali, Rcs MediaGroup e Telco-Telecom), è oggi costituito da sei componenti (sette nel caso di nomine interne), tre manager dell’istituto e tre soci rappresentanti i gruppi del patto (banche, privati, soci francesi). Questo comitato, per evitare situazioni di impasse, potrebbe essere costituito sempre da un numero dispari di componenti (cinque secondo le prime indiscrezioni). In questo caso la discussione potrebbe riguardare il nuovo equilibrio fra manager e azionisti. L’altro punto riguarderebbe l’aumento dei consiglieri indipendenti, passo ben visto da investitori e Authority. Oggi gli indipendenti, definiti secondo il codice di autodisciplina, sono cinque, e l’eventuale aumento andrebbe definito alla luce del numero totale degli amministratori, pari a 21 su una previsioni statutaria che va da 15 a 23.

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