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Mediobanca, Unicredit conferma Rampl nel board

di Sergio Bocconi

MILANO — Unicredit per il consiglio di Mediobanca conferma i propri rappresentanti: il presidente Dieter Rampl, il vicepresidente Fabrizio Palenzona e l'imprenditore Roberto Bertazzoni. Ieri il comitato governance e nomine di Piazza Cordusio ha dato le indicazioni che saranno portate al board dell'istituto in calendario il 20 settembre. Il giorno dopo si riunirà il patto di Piazzetta Cuccia che all'ordine del giorno ha la composizione della lista di maggioranza per il consiglio, in scadenza con l'assemblea del 28 ottobre.
Sul tavolo del comitato nomine (che si è riunito dopo quello strategico, nel corso del quale è stato confermato per ottobre-novembre il piano industriale con le decisioni di capital management) c'era anche la richiesta di Cariverona: l'ente ha proposto l'inserimento di un proprio rappresentante nella terna delle candidature. Possibilità tuttavia esclusa dal fatto che fra i nomi figura per le fondazioni azioniste di Unicredit già Palenzona (Crt) e gli altri candidati sono espressione del management (Rampl) e dei soci industriali (Bertazzoni).
Non è escluso comunque che la fondazione scaligera presieduta da Paolo Biasi, socio di Unicredit con il 4,21% e di Piazzetta Cuccia con il 3,16%, presenti per il board di Mediobanca una propria lista per aggiudicarsi il posto in consiglio riservato alle minoranze. Dal board di Piazzetta Cuccia uscirà Marco Parlangeli, che era stato nominato appunto nella lista di minoranza presentata dalla fondazione Mps, gruppo in uscita dalla banca d'affari con la cessione dell'1,9%. L'opzione dovrà essere considerata anche con gli altri enti, che in tutto detengono il 9% di Mediobanca fuori patto. In particolare con Carisbo, socio con il 2,2% che oggi esprime (da minoranza) il presidente del collegio sindacale. Resta poi da vedere se anche Assogestioni presenterà una lista: in questo caso l'esito non sarebbe scontato.
Sono comunque poche le incognite che sembrano restare per gli assetti di Mediobanca, che appaiono stabili. Occorre tener conto dell'ultima revisione della governance della banca d'affari, decisa a fine luglio, che ha previsto novità significative e con immediati riflessi nella composizione del board: in particolare l'aumento dei consiglieri indipendenti secondo il codice di autodisciplina e le soglie di età per amministratori e vertici. C'è infine un impegno sulle "quote rosa". Ecco dunque che, in seguito alla possibile uscita dal patto delle tedesche Sal Oppenheim e Commerz, il consigliere espresso da quest'ultima, Eric Strutz, potrebbe uscire oppure restare come indipendente. Nel gruppo dei soci industriali è possibile entri Diego Della Valle, che ha portato la quota all'1,9%. Però, in seguito alle nuove regole che dispongono che i tre gruppi di azionisti (banche, industriali, francesi) esprimano ciascuno due indipendenti, gli imprenditori dovranno nominarne uno che affianchi Angelo Casò, che sarà confermato presidente del patto. «Obbligo» che hanno anche i soci francesi, guidati da Vincent Bolloré, il cui unico indipendente è Tarak Ben Ammar.

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