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Mediobanca, trimestrale boom. Ai voti il duello Nagel-Del Vecchio

Promossi di misura in Borsa (ma l’indice ha perso lo 0,61%) e a pieni voti dagli analisti, i conti Mediobanca hanno sottolineato il buon andamento della banca, avviata a raggiungere e battere gli obiettivi del Piano 2023. Nel primo trimestre dell’anno fiscale, l’utile netto è salito del 31% rispetto all’anno prima, a 262 milioni, con commissioni record (+7%) e miglioramenti su tutti i settori di attività. In lieve calo il Cet1 (l’indicatore di solidità patrimoniale) seppure a livelli altissimi, ma dopo l’approvazione del buy back fino al 3% del capitale, che sarà votato oggi in assemblea, e le autorizzazioni di rito, ci sarà un impatto positivo di 65 punti base.Ma in realtà, più che sui conti positivi della merchant bank l’attenzione del mercato resta focalizzata sull’assemblea e sugli sviluppi nei rapporti tra gli azionisti. Oggi non dovrebbero esserci colpi di scena: le domande scritte, vista la modalità in streaming, non hanno dato emozioni e nessun quesito è stato sollevato dai soci privati forti (e riottosi): il gruppo Delfin (Del Vecchio) al 18,9%, e Caltagirone, al 3%. Né sull’argomento è intevenuto ieri l’amministratore delegato Alberto Nagel, rispondendo agli analisti: «Non compete a noi dare giudizi sui nostri azionisti, non è il nostro lavoro », ha glissato come sempre. Nessun commento anche sulla possibilità di salire ancora in Generali, il vero terreno di gioco dello scontro.In assemblea oggi si voterà il bilancio, la politica di remunerazione (forse unico punto su cui Del Vecchio o Caltagirone potrebbero far sentire la loro posizione critica) e le due modifiche allo Statuto. Del Vecchio ha visto accogliere dal consiglio la sua richiesta di eliminare il vincolo di almeno tre manager nel cda (anche se le modalità con cui ha proposto a suo tempo l’integrazione dell’ordine del giorno erano state criticate dal cda) mentre la seconda modifica, sull’aumento dei consiglieri di minoranza, era stata riscritta da Mediobanca (il 20% alle minoranze di cui almeno un consigliere agli istituzionali) e a quel punto Del Vecchio ha ritirato il suo testo. Scontato il sì del mercato, dopo che i proxy advisor hanno consigliato di approvare tutti i punti in votazione. A quanto risulta anche il gruppo Benetton (2,1%) ha staccato il biglietto assembleare e complessivamente la partecipazione sarà intorno al 65%, in linea con l’anno precedente.Tornando ai risultati, che «anticipano di alcuni mesi il recupero atteso», sono arrivate sorprese positive anche sul fronte del margine di interesse mentre i ricavi sono in crescita del 13%. Come ormai accade da tempo, particolarmente brillante l’andamento delle commissioni del comparto wealth management , su cui il gruppo continua a puntare, anche se le acquisizioni in questo momento presentano valori molto alti. «Sono a mio agio con un modello specializzato, non vogliamo essere Zara ma Hermes», ha poi chiosato Nagel, escludendo la possibilità di rilevare grandi reti bancarie (riferendosi, pur senza citarla, a Mps).

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