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Mediobanca svaluta Telco, utile doppio

MILANO — Mediobanca nel primo semestre raddoppia l’utile a 124 milioni, pur dopo 95 milioni di svalutazione Telecom, e l’amministratore delegato Alberto Nagel conferma agli analisti che il nuovo piano industriale triennale sarà pronto a giugno. Ieri il consiglio presieduto da Renato Pagliaro ha approvato i conti di metà esercizio mentre il patto ha autorizzato Poligrafici editoriale (Riffeser) allo svincolo dello 0,11% e ha dichiarato che i grandi soci decideranno nella riunione di settembre sulla vendita del 3,8% detenuto da UnipolSai, quota che la compagnia delle coop deve cedere entro dicembre secondo gli impegni Antitrust.
L’istituto nei primi sei mesi, anche grazie a minori svalutazioni rispetto a un anno prima, ha dunque portato l’utile a 124 milioni, dopo l’impairment sulla quota Telco-Telecom (svalutata a 1,2 euro per azione), con una flessione dei ricavi del 6% a 911 milioni. Risultati che «riflettono il forte rallentamento del quadro congiunturale, l’attività verso famiglie e imprese, la prudente politica degli impieghi», diminuiti nel corporate del 17% ma con un rapporto fra sofferenze e prestiti che si mantiene basso, pari allo 0,9%, «e il costante contenimento dei costi». La banca d’affari milanese nel semestre ha visto un lieve calo della raccolta (da 55,8 a 54 miliardi) per il minor ricorso ai bond in parte compensato dalla crescita del 15% dei depositi di Chebanca, che hanno raggiunto quota 12,3 miliardi. La disponibilità finanziaria di tesoreria è salita a 23,2 miliardi. Il core tier 1 è cresciuto dall’11,5 all’11,8% e il total capital ratio dal 14,2 al 14,8%.
Nagel in conference call ha confermato che il nuovo business plan sarà pronto a giugno. E in marzo, probabilmente nella terza settimana, si terrà una nuova riunione del consiglio sulle strategie della banca. «Stiamo considerando il piano di Generali», presentato a Londra a metà gennaio, «da qui ad allora avremo una migliore comprensione delle regole di Basilea 3 e comunque in ogni caso saremo pronti ad avere il nuovo piano triennale dal primo luglio». Il quadro regolamentare infatti potrebbe comportare per l’istituto una graduale riduzione della partecipazione in Generali, pari oggi al 13,24%, nell’ordine del 2,5-3% nell’arco di cinque anni.
Il top manager ha inoltre illustrato alcune slide nelle quali si mette in evidenza che «la pressione sui ricavi continuerà, in quanto gli incoraggianti segnali di ripresa dell’attività corporate nelle ultime settimane avranno bisogno di tempo per tradursi in nuove operazioni e commissioni». Nagel ha poi sottolineato «La situazione in cui operiamo è alquanto dura, anche se gli spread sono diminuiti, ma faremo fronte al contesto». «La recessione è stata più grave del previsto e più lunga e questo ci ha portato alla conclusione di ridurre il break even nell’investment banking e nel retail e a difendere il patrimonio ancora più del conto economico».
I grandi soci hanno dato il via libera all’uscita di Riffeser dall’accordo parasociale e, secondo alcune fonti, altri partecipanti al gruppo B (i soci industriali) potrebbero comunicare da settembre la disdetta al patto che scade a fine 2013. Eventualità che potrebbe comportare un ulteriore alleggerimento del capitale vincolato, oggi a quota 42% circa, con un aumento del flottante guardato in genere con favore dal mercato. Per quanto riguarda la partecipazione ex Ligresti e oggi di UnipolSai, pari al 3,8% di Piazzetta Cuccia, bisognerà vedere se i componenti il patto vorranno esercitare il diritto di prelazione oppure se le azioni svincolate saranno cedute a terzi. I grandi soci inoltre, «in coerenza con il ruolo “super partes” del presidente» del patto Angelo Casò, per rafforzarne «il requisito di indipendenza nel consiglio di Mediobanca» hanno deliberato che Casò non voti nel direttivo dell’accordo parasociale e che spetti allo stesso direttivo decidere sull’eventuale cessione di azioni da parte di azionisti che abbiano superato i limiti previsti dal patto.

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