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Mediobanca fa shopping a Londra Pronta a confermare i target di piano

BANCHE D’AFFARI
Mediobanca fa shopping a Londra Pronta a confermare i target di piano
Al consiglio della semestrale si ribadirà che la meta resta quella delle linee guida
Focus sulla specializzazione Acquistata Bybrook Capital, boutique del debito a rischio

Dopo un anno e mezzo dall’avvio del piano, Mediobanca – che come tutte le altre banche non ha potuto distribuire dividendo – ha visto aumentare il core equity tier 1 dal 14% al 16,2%. Il che significa che potrebbe distribuire agli azionisti 1 miliardo per tornare al punto di partenza, o 1,2 miliardi per arrivare al target del 13,5% previsto dal piano che aveva promesso, nell’arco di quattro anni, 2,5 miliardi tra dividendi (1,9 miliardi) e buy-back (0,6 miliardi). Basterebbe accumulare ancora 1,3 miliardi nei prossimi due e mezzo, cioè, per adempiere all’impegno, anche se è da capire quando e come la Bce consentirà di tornare alla normalità nella remunerazione del capitale.

Ovviamente il capitale in eccesso potrà essere utilizzato anche per sostenere la crescita esterna. Ma in attesa del big deal, se se ne presenterà l’opportunità, Mediobanca prosegue nello shopping mirato di attività specialistiche. Proprio ieri è stata annunciata l’acquisizione di Bybrook Capital, una boutique londinese focalizzata sul debito distressed (prestiti e bond di società in difficoltà), che avrà un impatto di appena 15 punti base sul Cet1. Apporterà 2,5 miliardi di dollari di masse gestite a Cairn Capital – società del gruppo con la quale si fonderà – alzando a 8 miliardi di dollari gli asset under management in investimenti alternativi dell’entità combinata della quale Mediobanca manterrà il controllo col 64%.

L’acquisizione di Bybrook fa parte della strategia di rafforzamento dell’area di wealth management che, oltre a Cairn, comprende anche CheBanca!, il private banking, Ram, Compagnie Monegasque e Spafid. Con Bybrook l’area raggiunge una massa in gestione o amministrazione dell’ordine di 43-44 miliardi (con Roac superiore al 20%) rispetto al target di 59 miliardi. Nel wealth management la crescita è trainata anche dall’arrivo di team di professionisti che fuoriescono dai gruppi bancari in via di aggregazione.

Il wealth management, che vanta volumi e redditività in aumento, non è il solo ramo d’attività che non ha conosciuto crisi. Tant’è che Mediobanca è una delle poche realtà che è riuscita ad attraversare il primo anno di pandemia senza dover ridimensionare gli obiettivi del piano pre-Covid, scoprendo che, dopo il colpo iniziale, le cose sono andate poi meglio del previsto. È il caso del Cib, l’attività di corporate e investment banking, dove il Roac nel primo trimestre dell’esercizio 2020/2021 è balzato addirittura al 19%, quando l’obiettivo del piano al 2023 era di portare l’indicatore dal 15% al 16%. Un risultato reso possibile dai volumi lavorati superiori alle attese (l’istituto si è piazzato in testa a tutte le classifiche dei deal) e dalla tenuta/miglioramento dell’asset quality.

«Essere esposti su business specialistici e non sulle attività che stanno facendo soffrire le banche universali ha permesso di ottenere un Rote (return on tangible equity) largamente superiore al 9% e un Roac (ritorno sul capitale allocato) compreso tra il 15% e il 25% a seconda del ramo d’attività, livelli non riscontrabili altrove nel modo del credito», sottolinea l’ad Alberto Nagel.

C’è solo un’attività che ha sofferto del contesto di emergenza sanitaria: il credito al consumo che sta sotto Compass. Le chiusure stop and go dei negozi hanno inciso sull’erogato: dopo il primo duro lockdown i prestiti erano scesi a 0,6 miliardi per risalire a 1,5 miliardi nel trimestre estivo, livello confermato anche nel trimestre del secondo più soft lockdown. L’erogato non è ancora tornato alla “normalità” di 2 miliardi al trimestre, ma il ricorso a procedure per rendere multicanale la piattaforma di Compass (sfruttando anche il canale online) ha permesso di garantire al cliente l’accesso al credito anche senza passare dalla filiale. Quanto ai rimborsi, a giugno in via precauzionale erano state alzate le rettifiche su crediti, ma poi si è visto che i pagamenti sono tornati a livelli pre-Covid. Il Roac dell’area consumer che partiva dal 32% si è mantenuto sopra al 20% anche nei periodi più bui (oggi è superiore al 25%) e comunque l’andamento degli altri business ha permesso di compensare la frenata dell’area.

Così, martedì prossimo, quando in consiglio si farà il punto della situazione per l’esame della semestrale si confermerà che la meta resta quella indicata dal piano. Solo che ci si arriverà con un percorso meno graduale di quanto si era immaginato prima del Covid.

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