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Mediobanca, record di ricavi e profitti. Nei primi nove mesi utile a 614 milioni

«Contiamo di chiudere l’anno meglio delle aspettative del piano»: così Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, ha risposto ieri sugli sviluppi della banca a margine della presentazione dei conti dei nove mesi chiusi in forte rialzo con 613,9 milioni di utili, più dei risultati dell’interno anno scorso, grazie anche alle cessioni di quote di Atlantia (110 milioni) e del 5% di Koenig&Bauer (28 milioni).

L’incremento rispetto allo stesso periodo di un anno fa è del 38,8% ed è superiore anche alle attese degli analisti, il cui consensus era di 560 milioni. Nel terzo trimestre l’utile è salito del 33% a 196 milioni. Da qui anche la possibilità di avere un dividendo maggiore dell’anno scorso, fermo restando al momento il payout del 40%. Molto dipenderà anche dalle opportunità di acquisizione che potranno presentarsi: le aree di interesse cui guarda Mediobanca sono il wealth management» e l’alternative asset management, le attività di npl o factoring e il credito al consumo con Compass.

Nei nove mesi Piazzetta Cuccia ha anche toccato il record nei ricavi totali a 1,66 miliardi di euro, +9% e una redditività del 10%. Continua a crescere la componente delle commissioni, +19,5% a 401,9 milioni anche se è il margine di interesse vale molto di più, 955,1 milioni (in crescita del 5,5%). E si rafforza anche il patrimonio, tornato al 13,1% dal precedente 12,3% «pienamente» recuperando, spiega Mediobanca, «l’effetto negativo della deduzione» di Generali pari a 1,1 miliardi «per rispetto dei limiti di concentrazione».

La diversificazione delle attività di Mediobanca registra una crescita raddoppiata nel wealth management (a 54 milioni, più visibile per l’incorporazione di Cairn e delle masse di Barclays e di Banca Esperia) e nel credito al consumo (a 198 milioni). Sale del 16% l’utile dell’investment banking. Positivi i primi commenti degli analisti, con Kwb, Morgan Stanley e Kepler che evidenziano i buoni numeri.

La chiusura del bilancio con i dati approvati ad agosto arriverà mentre saranno in corso le discussioni sul patto di sindacato sul 31% in scadenza a dicembre, con le eventuali disdette attese entro settembre. «Al momento non ci sono disdette né indicazioni di disdetta», ha precisato la una fonte vicina al patto; piuttosto, ha aggiunto, «Unicredit ha preannunciato nei mesi scorsi che confermerà la partecipazione»

Fabrizio Massaro

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