Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mediobanca, pronto l’ok della Bce Del Vecchio punta subito al 13-14%

L’ok della Bce a alla Delfin a salire fino al 20% di Mediobanca è atteso dopo Ferragosto, comunque entro il 24 quando scade il termine dei 60 giorni dalla richiesta inoltrata dalla finanziaria di Leonardo Del Vecchio che, nell’immediato ( secondo le voci), potrebbe aumentare la propria partecipazione dal quasi 10% attuale al 13-14%, superando così anche il patto di consultazione che riunisce il 12,5% del capitale e ha come maggior azionista Mediolanum.

L’autorizzazione sarebbe stata chiesta alla Vigilanza qualificando Delfin come investitore finanziario senza pretese di governance, tant’è che il patron di Luxottica non avrebbe intenzione di presentare una sua lista per il rinnovo del consiglio di Mediobanca all’assemblea del prossimo 28 ottobre.

Contatti a riguardo finora non ce ne sono stati nè con il board, nè con l’attuale patto di consultazione, che comunque sulla governance non ha più voce in capitolo, dato che quest’anno per la prima volta sarà il consiglio uscente a presentare la “lista di maggioranza”, contando sull’appoggio degli investitori istituzionali che hanno in mano oltre il 50% del capitale e nelle ultime assemblee hanno approvato i punti all’ordine del giorno con maggioranze bulgare del 98-99%.

Le liste dovrebbero essere presentate nella seconda metà di settembre per un rinnovo del cda in continuità, ma con più indipendenti, mantenendo a 15 il numero degli amministratori. Nel board siedono attualmente tre consiglieri che provengono dalle fila interne dell’istituto, il presidente Renato Pagliaro, l’ad Alberto Nagel e il direttore generale Saverio Vinci. L’orientamento resta quello di confermare l’assetto di vertice. Modifiche invece sono in vista nella rappresentanza del patto, che, col tempo, si era asciugata a due soli esponenti diretti dell’azionariato. Con il passaggio al patto “light” di pura consultazione, anche gli ultimi due posti saranno cancellati. Così Alberto Pecci e Marie Bolloré, che erano in rappresentanza di due azionisti del vecchio patto, non saranno riproposti e saranno sostituiti invece da due amministratori indipendenti. Vincent Bollorè, che sta riducendo la sua quota e non ha aderito all’attuale patto di consultazione, dovrebbe comunque indicare un indipendente, confermando il consigliere uscente Valérie Hortefeux.

Anche Assogestioni dovrebbe confermare i consiglieri di minoranza Angela Gamba e Alberto Lupoi. È da vedere se Blue Bell, che ha avviato una campagna attivista su Mediobanca, presenterà una propria lista. L’incognita è per quale lista voterà Del Vecchio, se effettivamente non presenterà un elenco di propri candidati.

L’assemblea di fine ottobre sarà convocata anche in sede straordinaria per cancellare la previsione statutaria che vincola la scelta dell’amministratore delegato ai dirigenti interni del gruppo con un’anzianità superiore ai tre anni, una modifica che dovrebbe valere perciò di fatto, salvo sorprese, dal successivo rinnovo del consiglio, in teoria tra tre anni.

Tutta da interpretare invece, per i suoi eventuali effetti sulla partita, è la norma comparsa nel decreto governativo della settimana scorsa che emenda il decreto legge del 15 marzo 2012 (convertito in legge 11 maggio 2012, n. 56) prevedendo per le società strategiche – come sono diventate anche banche e assicurazioni – che anche «un mutamento nella composizione degli organi di amministrazione» debba essere notificato entro dieci giorni e comunque prima che vi sia data attuazione alla Presidenza del consiglio. Non è chiaro se e come il testo verrà proposto in sede di conversione del decreto in legge.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il consiglio di Atlantia (e quello di Aspi) hanno risposto al governo. Confermando di aver fatto tut...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Serviranno ancora un paio di mesi per alzare il velo sul piano industriale «di gruppo» che Mediocr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il piano strategico al 2023 rimane quello definito con Bce e sindacati. Ma una revisione dei target ...

Oggi sulla stampa