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Mediobanca, profitti moltiplicati per dieci

Mediobanca chiude i primi nove mesi dell’esercizio con un profitto netto decuplicato a 395 milioni. Al risultato hanno contribuito cessioni di azioni per 800 milioni (con utili per 221), pari al 50% delle dismissioni di equity previste nell’intero arco dei tre anni di piano industriale, e la crescita del margine d’interesse del 6% che beneficia della diversificazione dei ricavi corporate-retail.
Agli analisti in conference call l’amministratore delegato Alberto Nagel ha poi confermato le stime sui coefficienti patrimoniali (core tier 1) previste nel piano, che l’istituto ha indicato all’11-12% per il 2016. «Confermiamo la guidance », ha spiegato Nagel, comunque «siamo ben oltre il 10%». E ha aggiunto che Mediobanca otterrà da UnipolSai il rimborso «di almeno 350 milioni», o qualcosa di più, «e ciò potrebbe migliorare i ratio di 20-25 punti base».
Sui conti ha poi influito nei nove mesi l’apporto degli utili della principale partecipazione, Generali (174 milioni contro una perdita di 64), mentre le commissioni in calo dell’8% non riflettono i ricavi da contabilizzare nei prossimi trimestri e che arriveranno da operazioni di capital market (aumenti di capitale, ipo, collocamenti) per complessivi 28 miliardi, 8 dei quali all’estero (come le ricapitalizzazioni di alcuni istituti greci).
Fra le cessioni di equity, 206 milioni hanno riguardato l’azzeramento della quota in Gemina (con 70 milioni di utile). Altre dimissioni hanno poi riguardato Intesa (60 milioni con 3 di utile), Rcs Mediagroup (24 milioni con utili per 7), la riduzione dei Cashes Unicredit (da 148 a 40 milioni con profitto per 31 milioni) e Telco (nel complesso la partecipazione si è ridotta dall’11,6 al 7,34% con utili per 67 milioni).
Da segnalare infine la diversificazione della raccolta Chebanca! con il raddoppio di quella amministrata (da 0,7 a 1,3 miliardi, di cui oltre 200 milioni di risparmio gestito) e la ripresa dell’attività creditizia in tutti i comparti: l’erogato nel retail sale del 10% a 4,2 miliardi mentre nel corporate è pari a 2,8 miliardi contro i 2,6 dell’intero esercizio precedente.

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