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Mediobanca presenta il listone Generali Ferak diventerà quarto socio del Leone

MILANO — Il nuovo consiglio di amministrazione di Generali è ormai delineato. La lista di maggioranza presentata ieri sera da Mediobanca non contiene sorprese e prevede che il numero dei componenti scenda da 15 a 11 con un solo consigliere (Paola Sapienza) indicato dalla lista di minoranza presentata da Assogestioni. Dunque Gabriele Galateri viene confermato presidente per un altro triennio, Mario Greco amministratore delegato, Vincent Bollorè e Francesco Gaetano Caltagirone saranno ancora i vicepresidenti, Lorenzo Pellicioli consigliere a presidio del 2,4% di De Agostini, Paolo Scaroni e Clemente Rebecchini consiglieri in quota Mediobanca e poi gli indipendenti Ornella Barra, Sabrina Pucci e Alberta Figari.
Gli unici azionisti a non essere rappresentati sono Leonardo Del Vecchio, titolare di un 3% (forse limato al ribasso), rimasto fuori per scelta personale e la Effeti, la joint venture tra Fondazione Crt e Ferak che possiede il 2,2% del Leone di Trieste. Quest’ultima esclusione, però, è stata
piuttosto travagliata. I soci torinesi e veneti erano infatti entrati in rotta di collisione nel primo semestre 2012 sull’onda dell’operazione Unipol-Fonsai che ha visto opporsi a Unicredit (partecipata da Crt) e Mediobanca la Palladio Finanziaria di Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago (azionista di Ferak). A fine 2012 la Palladio avanzò a Crt l’offerta di rilevare tutto il pacchetto posseduto da Effeti sancendo così il divorzio ma per oltre tre mesi i torinesi hanno fatto melina. A un certo punto era stato trovato un accordo sul nome da presentare per il consiglio Generali (inizialmente era Roberto Ruozi, poi una donna) ma in cambio del suo voto Crt voleva vedersi ricomprare un bond da 95 milioni emesso nel 2011 e con scadenza 2016 servito a rimborsare una parte dell’indebitamento iniziale nei confronti di Veneto Banca. Tuttavia quando si è trattato di passare dalla teoria alla pratica l’accordo è sfumato e Mediobanca ha avuto buon gioco a non inserire alcun componente di Effeti nella rosa di nomi per il prossimo cda Generali. Le schermaglie tra torinesi e veneti sono proseguite con le dimissioni di Angelo Miglietta dal cda di Effeti e la mancata cooptazione (finora) di Massimo Lapucci, il nuovo direttore generale della Crt. A questo punto, inoltre, Palladio si è detta non disponibile a ricomprare i 95 milioni di bond in mano alla Fondazione prima della scadenza del 2016 e dunque con ogni probabilità si procederà alla scissione di Effeti. Ferak si troverà così in mano altri 18 milioni di azioni Generali che si aggiungono a quelle già possedute per un 2,7% totale del capitale che la fa diventare quarto azionista del Leone di Trieste con un valore di carico delle azioni tra 19 e 20 euro. E debiti per soli 85 milioni, visto che con l’attività di trading sono stati guadagnati da Effeti circa 60 milioni andati a ridurre l’esposizione verso la banca.

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