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Mediobanca, più utili e nuove regole

Mediobanca duplica l’utile del semestre (chiuso a dicembre 2013) a 304,7 milioni – superiore alle stime degli analisti — e aumenta la copertura dei crediti deteriorati, che comunque rimangono contenuti a un terzo della media del 10% del settore bancario, ha sottolineato ieri l’amministratore delegato, Alberto Nagel. 
La banca d’affari presieduta da Renato Pagliaro — che ieri, dopo i conti, ha chiuso in Borsa in lieve calo dello 0,21% a 7,27 euro — ha evidenziato la crescita dell’utile, legato in gran parte alle plusvalenze dalla vendita di partecipazioni, pur in un quadro «congiunturale ancora difficile e caratterizzato da una crescente attenzione alla qualità degli attivi». I crediti deteriorati sono saliti al 3,1% (pari a 1 miliardo di euro netto di non performing loans), con un tasso di copertura salito al 46%. Secondo gli analisti di Ubs (rating «neutral») la crescita degli accantonamenti, grazie ai capital gain, è stata realizzata anche in vista dell’esame della qualità degli attivi (asset quality review) della Bce. È grazie a questi dati che Nagel ha potuto affermare in conference call che piazzetta Cuccia «non ha bisogno di aumenti di capitale», potendo disporre già di un patrimonio di base (core tier 1) salito all’11,9%.
A spingere l’utile sono state soprattutto le cessioni delle partecipazioni, pari a 512 milioni, che hanno portato in cassa 152 milioni di plusvalenza: tra queste Gemina, Saks, Rcs (che edita il «Corriere della Sera»), Gemina/Atlantia e Telco (concambiato con azioni Telefonica poi cedute sul mercato). In totale le partecipazioni valgono ora 4,9 miliardi (+15% da giugno 2013) a fronte di un valore di bilancio di 4,1 miliardi.
Nell’attività bancaria sono invece stati i rami retail di Compass e Chebanca!, i cui ricavi sono saliti del 10%, a compensare il calo del corporate. Per questo il margine di interesse è cresciuto del 3,4% nonostante una flessione del margine di intermediazione del 4,5% a 875 milioni. E Ubs sottolinea che il recente accordo di distribuzione dei prodotti Compass nelle filiali di Mps dovrebbe ampliare il giro d’affari del credito al consumo.
Un’importante spinta ai ricavi potrebbe arrivare dal cantiere della «bad bank». L’ipotesi di un veicolo per i crediti deteriorati del sistema bancario «è un business interessante», ha detto Nagel. «Stiamo lavorando al progetto, nei prossimi due mesi vedremo se è tecnicamente fattibile. Se troviamo una soluzione tecnica che rappresenti una buona opportunità per le banche che vogliono deconsolidare gli npl e anche associarsi al business dei prestiti problematici e fare in modo che gli investitori possano investire in questa classe di attivi, penso che avremo trovato un buon business che porterebbe commissioni ricorrenti», ha spiegato.
Contemporaneamente ai conti l’istituto ha anche aggiornato la governance, abbassando la soglia minima del patto di sindacato al 25% dal precedente 30%, autorizzando anche il finanziere francese Vincent Bolloré a salire dal 6% all’8%. Servirà a lasciare maggiori margini di manovra ai piccoli soci che volessero uscire. «Abbiamo obiettivi sfidanti per i prossimi sei mesi. Vogliamo migliorare la governance in modo da essere piu attraenti per gli investitori», ha detto Nagel. Dall’adozione del nuovo piano industriale, lo scorso giugno, il patto si era già ridotto dal 42% all’attuale 30,05% del capitale. Alla presidenza del patto di sindacato è stato confermato Angelo Casò.

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