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Mediobanca, più poteri a Unicredit e Bolloré

Vecchio patto ma nuove regole per Mediobanca che alleggerisce la governance e dà più potere ai due soci forti della prima banca d’affari italiana, vale a dire Unicredit (8,64% del capitale) e il finanziere bretone Vincent Bollorè che è appena salito al 7,1% ma può incrementare la sua quota fino all’8%.
Spetterà infatti a Unicredit e Bollorè indicare i due futuri vice presidente di Piazzetta Cuccia, e questo si traduce in una modifica della governance attuale dato che finora uno dei due vice del presidente Renato Pagliaro, vale a dire Marco Tronchetti Provera, era espressione del gruppo di soci denominato B, ovvero quell’élite di industriali italiani tra cui figurano oltre Pirelli (socia all’1,83%), Benetton (2,16%), Pesenti (1,57%), Berlusconi (1% nel patto e 1,06% fuori), Gavio (0,68%), Ferrero (0,66%) e altri. Sempre a Unicredit e Bollorè spetterà di diritto un membro del comitato del patto, organo che di fatto sostituisce in vecchio direttivo: insomma i due soci forti conteranno di più anche nel futuro consiglio di amministrazione perché ci sarà proporzione tra la rappresentanza del cda e le quote di possesso. Si riduce invece il numero dei consiglieri, oggi fissato a 20, mentre in futuro sarà compreso tra 15 e 18 membri. A questo proposito il consiglio uscente, in linea con gli orientamenti diffusi da Bankitalia che saranno vincolanti solo a partire dal 2017, raccomanda di presentare liste per il consiglio dove ci sia un’adeguata rappresentanza di consiglieri indipendenti, un mix di professionalità diverse, un bilanciamento tra i generi, la nazionalità e l’età dei candidati, tenendo conto che almeno un terzo del futuro consiglio (5 su 15-18 membri) dovrebbe essere rappresentato dai top manager dell’istituto.
Il nuovo accordo oltre a eliminare i tre gruppi di soci, elimina anche i tetti massimi entro cui incrementare la propria quota, ma resta inteso che chiunque abbia intenzione di salire dovrà chiedere il preventivo consenso del sindacato. L’unico limite a incrementare la quota saranno le disposizioni di Bankitalia che impongono un’apposita autorizzazione al superamento del 10% del capitale. Insomma se Bollorè volesse diventare il maggior azionista scalzando lo storico primato di Unicredit (che è ferma all’8,65%), dovrà comunque chiedere prima il placet al sindacato, ed eventualmente a Via Nazionale nel caso in cui volesse comprare più del 2% rispetto all’8% che gli è stato autorizzato.
Infine per dare alla più vecchia merchant tricolore quotata una governance più moderna, il patto rinuncia ad alcune prerogative dando più forza al cda. Nella nuova versione del patto di Mediobanca approvato ieri, spetterà infatti al consiglio la nomina del comitato controllo rischi, di quello esecutivo, di quello per le nomine e per la remunerazione, organi che prima erano indicati dal sindacato di blocco che si regge sul 31% del capitale di Piazzetta Cuccia.
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