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Mediobanca non è più strategica

La partecipazione di Banca Mediolanum in Mediobanca non è più considerata strategica: lo ha deciso il cda. Quest’ultimo, «considerate le possibili evoluzioni sulla futura governance del gruppo Mediobanca, anche alla luce dei fattori esogeni che hanno recentemente interessato la compagine azionaria del medesimo, ha ritenuto di modificare i propri obiettivi strategici, passando da una logica di valorizzazione della partecipazione in un arco temporale di medio-lungo termine a un approccio aperto a una maggiore flessibilità». Il consiglio è stato inoltre informato dall’a.d. Massimo Doris che il buon andamento dei mercati nel 2019 ha influenzato favorevolmente il livello di performance fee riconosciute alle società del gruppo, attestandosi a 424,8 milioni di euro.

Nell’ambito dei lavori propedeutici alla redazione del progetto di bilancio di esercizio e consolidato 2019, è stato approvato l’impairment test sugli attivi soggetti a tale procedura con i relativi esiti. In particolare, per l’esecuzione dell’impairment test sulle partecipazioni in controllate e collegate, gli amministratori si sono avvalsi del supporto di un esperto indipendente di primario standing nazionale e internazionale. Quest’ultimo ha stimato, in continuità con gli esercizi precedenti, il valore della partecipazione facendo riferimento al suo valore d’uso e ha determinato di far convergere tale valore a quello di mercato.

Il cda ha quindi preso atto che il valore della partecipazione in Mediobanca è pari a 9,826 euro per azione. Perciò si procederà, nel bilancio consolidato 2019 del gruppo, a una riduzione di circa 67 milioni di euro del valore di iscrizione dei 29,095 milioni di azioni (3,28% del capitale) detenute in Piazzetta Cuccia.

Infine, il consiglio di amministrazione ha deliberato la dismissione della controllata tedesca Bank A. Lenz. Questa decisione è stata presa dopo valutazioni aggiornate che hanno condotto a ritenere non sussistenti le prospettive strategiche di sviluppo e rilancio. Alla luce dei risultati non profittevoli della partecipata, gli amministratori procederanno con la riduzione del valore di carico della quota per 30 milioni di euro, con effetto sul conto economico 2019.

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