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Mediobanca: no alla fusione Unicredit Salgono i profitti

Mediobanca consolida ricavi e utili nei nove mesi dell’anno 2020-2021 superando le stime degli analisti, in uno scenario ancora appesantito dalle chiusure imposte dal lockdown. I nove mesi si chiudono con ricavi per 1,964 miliardi, in crescita del 3%, e con un utile netto di 604 milioni, +9%, oltre le attese del mercato. A fare da traino sono state sopratutto le commissioni, arrivate al livello record a 571 milioni (+17%) per la banca guidata da Alberto Nagel, e pari ormai a un terzo dei ricavi complessivi. A loro volta a spingere le commissioni sono state soprattutto il corporate e investment banking (tra le ultime operazioni portate avanti dalla banca d’affari ci sono la fusione Euronext-Borsa Italiana, il delisting di Astm, l’acquisizione di Cerved da parte Ion, l’ipo di Seco) e il wealth management, che nei nove mesi cresce sia in masse gestite a 69 miliardi sia come ricavi e utile e 60 banker assunti.

La banca risulta anche poco impattata dalla crisi da Covid: 3,4% gli npl lordi (1,2% netti), le moratorie sui crediti sono in netta discesa a 860 milioni (l’1,7% degli impieghi).

Con un patrimonio solido al 16,3% come core tier 1, Nagel ha confermato la politica sui dividendi di un payout del 70% sugli utili netti. Dato che il divieto Bce di distribuire dividendi scade a settembre e l’assemblea di Mediobanca è a fine ottobre, l’istituto di Piazzetta Cuccia potrebbe essere la prima tra le grandi banche a tornare a pagare i dividendi.

Anche per il buon andamento dei conti Mediobanca è considerata al centro degli scenari di risiko bancario. Ieri tuttavia Nagel con gli analisti ha smontato le suggestioni di una fusione tra Unicredit e Mediobanca, che per quella via rimescolerebbe gli equilibri anche dentro Generali (di cui la banca primo socio al 13%). «In finanza tutte le fantasie sono lecite ma dal punto di vista industriale credo che una combinazione tra una banca d’affari specializzata come siamo noi e una banca universale come Unicredit sia poco sensata e dia poco sia all’uno che all’altro», ha detto Nagel. Circa l’ingresso di Francesco Gaetano Caltagirone in Mediobanca con l’1%, Nagel non si è sbilanciato: «Abbiamo contatti con tutti gli azionisti che entrano nel nostro capitale, con tutti ci confrontiamo in maniera proficua».

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