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Mediobanca, lista per cda

Il cda di Mediobanca ha approvato ieri la lista di 15 candidati alla carica di consigliere per il triennio 2021-23 da sottoporre all’assemblea convocata per il prossimo 28 ottobre che prenderà in esame anche alcune importanti modifiche statutarie «connesse all’evoluzione degli assetti proprietari». La lista proposta dal consiglio che include due terzi di consiglieri indipendenti e il 47% di rappresentanza femminile, è nel segno della continuità e risulta composta da Renato Pagliaro, Alberto Nagel, Francesco Saverio Vinci, Maurizia Angelo Comneno, Virginie Banet, Maurizio Carfagna, Laura Cioli, Maurizio Costa, Valerie Hortefeux, Maximo Ibarra, Elisabetta Magistretti, Vittorio Pignatti Morano, Gabriele Villa, Roberta Casali e Romina Guglielmetti. Banet, Cioli, Casali e Romina Guglielmetti sono i nuovi ingressi, i nominativi non fanno infatti attualmente parte del cda.

Inoltre, il cda ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 30 giugno con un risultato consolidato netto di 600,4 milioni (823 milioni nell’esercizio 2018-19) e di 39,4 milioni per la capogruppo (386,2 milioni nell’esercizio 2018-19). Come anticipato lo scorso 30 luglio, in ottemperanza alle raccomandazioni della Bce, all’assemblea degli azionisti del 28 ottobre non sarà proposta la distribuzione di dividendi. Il board ha approvato anche la dichiarazione consolidata di carattere non finanziario al 30 giugno 2020.

Il consiglio ha deliberato di convocare per il 28 ottobre 2020, in unica convocazione, l’assemblea straordinaria e ordinaria dei soci per deliberare: in sede straordinaria sulla proposta di modifiche statutarie e il rinnovo delle deleghe al cda ad aumentare il capitale e in sede ordinaria su: approvazione del bilancio al 30 giugno; nomina del cda per il triennio 2021-2023; nomina del collegio sindacale per il triennio 2021-2023; politiche di remunerazione ed incentivazione 2020-2021; informativa sui compensi corrisposti nell’esercizio 2019-2020; politica in caso di cessazione dalla carica o risoluzione del rapporto di lavoro; sistema di incentivazione 2021-2025 basato su strumenti finanziari: piano di performance shares; conferimento dell’incarico di revisione legale dei conti.

Per quanto riguarda le modifiche statutarie autorizzate dalla Bce sono principalmente relative ad alcuni profili di governance connessi all’evoluzione degli assetti proprietari per «un maggior allineamento alle best practice dell’industria bancaria mediante una maggior flessibilità nel processo di selezione dell’a.d. e il rafforzamento dei criteri di indipendenza degli amministratori non esecutivi», ha spiegato la banca. Con l’occasione vengono introdotti interventi sul capitale sociale finalizzati anche a semplificare le eventuali operazioni di annullamento di azioni proprie in portafoglio e altre modifiche minori. Quella forse più rilevante è l’eliminazione del vincolo che l’a.d. e il d.g. vengano scelti fra gli amministratori dirigenti del gruppo; coerentemente vengono adattate le composizioni del comitato esecutivo e del comitato, dello statuto e del cda nel caso di subentro in corso di mandato di un a.d. e d.g. dall’esterno (artt. 15, 18, 23, 24 e 25). Tra le altre proposte c’è quella di graduare il numero di dirigenti membri in consiglio in funzione della dimensione dell’organo consiliare: qualora il consiglio sia composto da un numero uguale o inferiore a 13 il numero di dirigenti si ridurrà da 3 a 2 per garantire un miglior bilanciamento tra funzione esecutiva e di supervisione strategica all’interno dell’organo consiliare (art. 15); introdurre il vincolo statutario che gli amministratori indipendenti rappresentino la maggioranza del consiglio, allineando i criteri di indipendenza al nuovo codice di corporate governance; la soglia di partecipazione che identifica gli azionisti significativi è elevata al 3% come da normativa vigente in tema di trasparenza (art. 19).

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