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Mediobanca, la Borsa punta sul via libera a Del Vecchio Scatta anche Banco Bpm

Continuano in Piazza Affari le grandi manovre sul sistema bancario. Chiusa la partita dell’Opas Intesa su Ubi torna sugli scudi la possibilità di una modifica degli assetti azionari di Mediobanca, con i riflessi indiretti che questi possono avere sugli equilibri di Generali, di cui Mediobanca è azionista al 13%. Ieri indiscrezioni di stampa davano come acquisita la richiesta formulata il 29 maggio scorso da Leonardo del Vecchio, oggi socio di Piazzetta Cuccia con una quota leggermente inferiore al 10% (9,89%), all’indirizzo della Bce per ottenere l’autorizzazione a salire fino al 20% del capitale della banca.

Un via libera da parte di Francoforte renderebbe la Delfin di Leonardo del Vecchio primo azionista dell’istituto guidato da Alberto Nagel, visto che l’attuale patto di consultazione tra i soci (che comprende tra gli altri Mediolanum, Benetton, Mediaset) raggiunge circa il 12,5% del capitale. La scadenza dei 60 giorni di tempo prevista dalla Bce per una risposta si sta avvicinando e la data limite per il pronunciamento è fissata al 24 agosto prossimo.

Il mercato mostra di credere ad un via libera all’aumento della partecipazione — definita unicamente finanziaria — di Del Vecchio in Mediobanca. E ieri, peraltro all’interno di un mercato particolarmente tonico, specie per il settore bancario, Mediobanca ha registrato un rialzo del 5,92% a 7,19 euro. Sulla scia di Mediobanca anche Generali, di cui Delfin detiene direttamente circa il 6% del capitale, ha registrato un rialzo del 3,56% a 13,23 euro.

La scadenza

Entro il 24 agosto la Bce si pronuncerà sulla richiesta di salire fino al 20% di Mediobanca

Ma per tornare alla partita Mediobanca fonti di mercato si aspettano che Del Vecchio nell’immediato possa aumentare la sua quota fino al 13-14% del capitale senza per questo avanzare richieste di posti in consiglio di amministrazione. Nella riunione per il rinnovo del Consiglio, prevista per il 28 ottobre prossimo, il gruppo di Agordo non ha avanzato alcuna candidatura in sostituzione dei due consiglieri uscenti. Negli ultimi anni le candidature proposte dal Consiglio uscente sono state approvate dagli azionisti presenti con maggioranze superiori al 99%.

Ma ieri non è stata soltanto la giornata di Piazzetta Cuccia. C’è stata infatti una ripartenza per tutte le Borse europee e Milano è stata la migliore: l’indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo del 2,84% a 20.209 punti, Parigi è salita del 2,41% e Francoforte del 2,04%. I mercati azionari si sono mossi sulla scia dell’ottimismo nato dai dati di vendita di auto in Cina e soprattutto dallo sprint della fiducia degli investitori in Germania. Ma i listini hanno guardato anche alle trattative tra Washington e Cina, oltre che alle misure di stimolo all’economia lanciate da Trump. In Piazza Affari ha corso il Banco Bpm dopo che il ceo Giuseppe Castagna ha aperto a possibili nuove aggregazioni. L’ad ha dichiarato in una intervista che il gruppo «si sta guardando intorno» per capire «se è possibile realizzare un’aggregazione che crei valore». Il Banco ha chiuso in crescita del 6,9%, seguito da Pirelli (+6,2%) e Fineco (+6%). In pratica tutto il comparto finanziario è stato trainato al rialzo dalla partita Mediobanca e dall’aspettativa che presto riprenderà il risiko nel settore. Frattanto lo spread Btp Bund ha chiuso in ribasso a 141 punti, con il rendimento del decennale italiano al di sotto dell’1% (0,939%). Da parte di Wall Street nuovi rialzi dei maggiori indici portano l’S&P500 a un passo da nuovi massimi. Tonfo dell’oro, in calo del 4,5%.

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