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Mediobanca, Iss raccomanda di votare per la lista del cda

Realpolitik: alla prossima assemblea di Mediobanca il proxy advisor Iss raccomanda ai fondi di votare per la lista di maggioranza presentata dal consiglio uscente, anziché per quella di minoranza (due candidati) di Assogestioni o per quella ”ibrida” (quattro nomi) della Bluebell di Giuseppe Bivona e Marco Taricco. La ratio è quella di non disturbare il manovratore, considerato che i risultati della banca sono soddisfacenti anche in termini di governance e che votare per la lista di maggioranza lascerebbe due soli posti alle minoranze consentendo ancora al fondo attivista basato a Londra di aggiudicarseli, «senza necessariamente segnalare l’urgenza di una deviazione nella direzione strategica». In quest’ottica Iss è pronto a sacrificare la lista di Assogestioni, che in questo contesto rischia di rubare voti alla lista del cda. E questo – precisa – «non per un giudizio negativo sui candidati», ma per evitare che la lista di Bluebell ottenga nel nuovo consiglio di Mediobanca un peso sproporzionato rispetto alle critiche, anche condivisibili, avanzate in una tardiva campagna attivista. Tra l’altro, secondo Iss, la lista del board – che ripropone quasi tutti i consiglieri uscenti – è in grado di «rappresentare adeguatamente gli interessi di lungo termine degli azionisti di minoranza e di condurre una supervisione indipendente sulla gestione».

Non che Iss abbia bocciato gli spunti sollevati da Bluebell, ma sull’indipendenza di alcuni candidati delle altre liste – sia quella di Assogestioni che quella del cda – il proxy advisor anglosassone non ha ravvisato particolari criticità, segnalando che con l’affermazione della lista di maggioranza il nuovo board, secondo i suoi criteri, sarebbe composto per il 60% da amministratori indipendenti, «in conformità con le linee-guida» previste per le società italiane ad azionariato diffuso e non controllate.

Le osservazioni strategiche dell’attivista sono state lasciate cadere da Iss, che invece condivide in parte le considerazioni sulla “sovrarappresentazione” dei manager interni nel board. Senza entrare nel merito della questione, la modifica statutaria che sarà proposta in assemblea per svincolare la scelta dell’ad dalla rosa dei dirigenti del gruppo presenti in cda è comunque considerata un passo in avanti. Iss giudica infatti che le modifiche proposte abbiano un impatto da «neutro a positivo» sui diritti degli azionisti. Bluebell ha puntato il dito contro il fatto che siano comunque ancora riservati tre posti in consiglio ai manager (due se il cda è più smilzo), ostacolando di fatto la possibilità di presentare una lista che contenga un’alternativa gestionale. Tuttavia anche Bluebell, segnala il report del proxy advisor, voterà a favore della modifica statutaria.

Infine, un accenno a Leonardo Del Vecchio, che resta il convitato di pietra. Le intenzioni dell’imprenditore degli occhiali – che ha superato la soglia del 10% del capitale ed è autorizzato a arrivare al 20% – «non sono chiare», nota il report. Il che solleva «preoccupazioni in ambienti politici e finanziari, considerato il ruolo di perno che ha Mediobanca sulla scena economica nazionale e come azionista di Generali».

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