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Mediobanca: in Italia solo Mps è a rischio negli stress test Bce

Stress test e asset quality review: Mediobanca securities si è esercitata su 34 banche europee sottoposte a copertura per concludere che, nonostante la Bce abbia messo l’asticella ben in alto, solo una – Royal Bank of Scotland – non ce la farebbe a saltarla. Nella simulazione messa in atto dagli analisti della filiale londinese della banca d’affari milanese, ce ne sono altre nove che sarebbero borderline, ma che potrebbero comunque farcela. Tra queste Mps che arriverebbe a un soffio dal core equity tier 1 minimo del 5,5%, con il 5,4%, nonostante la massiccia ricapitalizzazione affrontata quest’estate: se le previsioni si rivelassero azzeccate, l’impatto sul capitale sarebbe comunque minimo e senz’altro gestibile. Le altre banche italiane supererebbero invece l’esame senza problemi, con voti significativamente superiori alla media europea e soprattutto poche altre aree interessate potrebbero vantarsi di avere solo un istituto in bilico. Nell’elenco delle banche in lotta per la sufficienza, secondo la simulazione di Mediobanca securities, rientrerebbero infatti, oltre a Rbs, anche Lloyd Bank per il Regno Unito, Banco Popular e La Caixa per la Spagna, Den Danske Bank, Nordea e Seb per i Paesi scandinavi, Commerzbank in Germania, Alpha bank in Grecia. Il report indica, nel complesso, una percentuale di promosse pari al 50% per le banche scandinave, il Regno Unito, la Spagna e la Germania, al 75% per la Grecia e all’83% per l’Italia.
Considerando l’aggregato delle 34 banche, Mediobanca securities calcola per i due esami in cantiere un impatto pari a 450 punti base sul core equity tier 1, di cui 360 bp per lo stress test (circa il doppio di impatto annuale rispetto allo stress test del 2011) e 91 bp per l’asset quality review.
Secondo gli analisti del team di Antonio Guglielmi ci sarebbero tutte le condizioni per ipotizzare che la Bce consideri la creazione di una “bad bank”, su modello spagnolo, ma esteso a tutte le banche europee, che consentirebbe agli istituti di credito di concedere fino a 450 miliardi di prestiti aggiuntivi all’economia europea, con un incremento dei prestiti dell’ordine del 4%. Uno strumento che, nello scenario suggerito, dovrebbe essere finanziato per la metà utilizzando il Fondo Salva Stati e per l’altra metà dalle banche partecipanti.
Nell’analisi la simulazione su stress test e asset quality review è stata anche inserita in un’ottica più ampia, “aggiustando” il patrimonio delle banche per tener conto dei buffer richiesti dal regolatore alle banche di interesse sistemico, dell’impatto del common equity tier 1 richiesto al 2018, e di un’armonizzazione dell’asset quality review su scala europea. La conclusione, in sintesi, è che il settore merita un “buy”. Promosse ad outperform (faranno meglio del mercato), in particolare, Intesa-Sanpaolo, Banco Popolare e SocGen.

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